SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani dice che l’installazione della Pet (Positron Emission Tomography, Tomografia ad emissione di positroni) all’ospedale civile di San Benedetto è un argomento che potrebbe entrare nel Piano sanitario 2007-2009, di cui le parti iniziano a discutere in questi giorni. Identica versione dà il direttore generale della Asur, dott. Antonio Aprile.
Quanto alla procedura, il direttore della Asur 12 dott. Maurizio Belligoni fa sapere che la richiesta è stata inoltrata in Regione a fine estate 2005, dopo la proposta della Acom spa, la società pubblico-privata che gestisce il servizio in provincia di Macerata, unico centro delle Marche, che fornirebbe apparecchiature e personale (la Acom – Advanced center oncology Macerata – è stata costituita nel 1999. Ne sono soci la Provincia di Macerata, Amg Uno – Advanced Medicine Group – i Comuni di Montecosaro e Tolentino, l’Università di Camerino, più un pool di banche. C’è poi una serie di partner nella ricerca scientifica: v. www.acompet.it).
Ma cos’è la Pet, ed anzi la Neuro-Pet, versione che verrebbe installata a San Benedetto?
«La Pet è uno strumento molto sofisticato e costoso, di cui esistono in Italia pochissimi esemplari», spiega il primario del reparto di Neurologia dell’ospedale di San Benedetto, dott. Luigi Curatola, «Il macchinario di cui si parla per San Benedetto è una “Neuro-Pet?, che permette di studiare sia le malattie degenerative come l’Alzehimer o il Parkinson, sia, in ambito oncologico, i tumori cerebrali primitivi, quelli che nascono e rimangono nel cervello: non quelli che nascono altrove e danno metastasi nel cervello».
«La parte più complicata di questa tecnologia», spiega ancora Curatola, «è la produzione delle sostanze radioattive necessarie per fare gli esami, i “radionuclidi?, che la Acom effettua a Montecosaro a beneficio di cinque o sei regioni. L’installazione del macchinario in quanto tale non è invece così complicata. Avremmo bisogno di un locale di circa 150 metri quadrati. L’unica Pet presente nelle Marche è a Macerata, un macchinario “total body?, per tutte le parti del corpo, utilizzata prevalentemente in ambito oncologico».
«Come funziona? Viene iniettato il radionuclide (che può essere di vari tipi), che è un marcatore, e la sua distribuzione ci permette di disegnare mappe molto dettagliate delle zone cerebrali che non funzionano, dandoci informazioni sia sul metabolismo generale del cervello, sia su vie specializzate. E si badi: mappe dell’attività del cervello, mentre le immagini tradizionali ci forniscono solo l’aspetto morfologico: strutture, lesioni, atrofie, un danno, ma non indicazioni sull’attività, con zone più o meno coinvolte, ecc».
«Abbiamo una popolazione sempre più invecchiata», è la conclusione di Curatola, «e già oggi il nostro ambulatorio dedicato alle demenze come l’Alzheimer è il secondo per quantità di esami nelle Marche, dopo quello di Ancona. La Pet ci darebbe molta mobilità attiva, ovvero molti pazienti provenienti da altri centri, anche fuori regione».

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