Politica. Il quesito su Soldini lanciato dall’avv. de Scrilli è stato sviscerato nei modi che meritava e, credo, anche chiuso una faccenda che tutti conoscevano ma nessuno ne voleva parlare apertamente. La questione mi ha insegnato una cosa: gli esponenti dei Partiti politici possono lanciare accuse o insinuazioni ad avversari senza l’assenso del proprio direttivo che potrebbe quindi pensarla anche in modo diametralmente opposto. Anche con il marchio del Partito sopra il proprio scritto. Non lo sapevamo, ce lo ha fatto sapere de Scrilli. Sono da sempre contrario alla logica dei Partiti e per questo motivo non vi ho mai fatto parte. Nè come iscritto né tanto meno come componente del direttivo. Se non si vuole il caos totale è questa la strada da scegliere. Credo. O dentro o fuori.
Samb. Sono rimasto schifato dalle dimissioni di Maurizio Simonato (pronto a scommettere che non è stata una sua… scelta serena) che, secondo me, andava invece lasciato ad assolvere tranquillamente il suo compito. Ho pensato quindi che, in questo momento, una sola decisione avrebbe permesso di traghettare la squadra semza contraccolpi verso la sospirata fine del torneo: il ritorno di Francesco Chimenti alla guida della squadra. Una decisione che però doveva prendere l’attuale presidente della Samb Calcio. Come chiedergli di prendere in considerazione questa opportunità. Io lo avevo pesantememente apostrafato in aula consiliare per gli assegni contestati, così come aveva fatto Chimenti. Con gli altri aveva rotto malamente i rapporti, con Remo Croci in particolare. Mi sono detto: tentar non nuoce, ho preso il coraggio a due mani ed ho chiamato Soldini al quale ho riferito testualmente:«Anche se sono stato il suo peggior nemico la prego di ascoltarmi un attimo. Si è forzatamente dimesso anche Simonato (erano circa le 13 e ancora non lo sapeva), ora il destino tecnico della squadra è in mano a nessuno o più precisamente alla volontà dell’ambiente sportivo che occorre assecondare mettendo da parte tutti i rancori che, da parte mia, visti gli assegni pagati, sono molto di meno. Se vuole un pizzico di bene a questa città rimetta al suo posto Francesco Chimenti». Dopo avermi ricordato che sia io che Chimenti lo avevamo offeso duramente mi ha dato l’assenso a parlare con il vecchio bomber per dirgli se accettava. Chiamo Chimenti che si dice disponibile ma con tutto lo staff che vinse a Fermo. Riunisco lo staff ed insieme telefoniamo a Soldini. Aggiungo che mi sarei interessato personalmente e gratuitamente alla comunicazione tra l’apparato e gli organi di stampa e che alla società restare ai margini, in attesa di tempi migliori, non poteva che far bene. Va bene, la sua risposta. Lo faccio quindi parlare con uno dei tecnici per un chiarimento necessario quindi Chimenti, Croci e c. partono per raggiungere la squadra a Cittadella. Nel frattempo avevamo informato della novità il segretario generale della Samb, Nazzareno Marchionni.
Non mi sembra di aver omesso niente. Ora la parola passa ai giocatori che, oltre alle difficoltà di dover affrontare l’ottima formazione veneta, hanno alle spalle il peso di una settimana ricca di stress anche se con qualche soldino in più nelle tasche. Scusatemi se mi sono dilungato troppo ma a me piace essere trasparente anche nei minimi particolari. Soltanto così frantesi ed incomprensioni possono essere evitati o limitati. Perché l’ho fatto? Per lo stesso impulso che in aula consiliare mi ha spinto ad inveire pesantemente nei confronti di Soldini. Il tempo dirà se ho fatto male. Spero di no.

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