Soldini. “Questo Soldini è troppo scemo per essere vero”, recitava il 25° commento al mio precedente DisAppunto. E’ la frase che mi ha fatto riflettere di più insieme alla richiesta di risposta da parte del lettore Donato Coccia (commento n. 8). Sembrerebbe ma è quasi certo (domani le conferme) che gli assegni mostrati martedì scorso da Soldini ai calciatori in aula consiliare erano buoni. Di conseguenza Soldini avrebbe tirato fuori dal suo conto corrente una somma che stimerei, occhio e croce, intorno ai 50 mila euro. Sinceramente la cosa, devo ammetterlo, mi ha frastornato: perché lo ha fatto se la situazione in cui versa la Samb è irrimediabile come testimonierebbero i circa 2 milioni e mezzo di debito? 50 mila euro in più o in meno non avrebbero cambiato la situazione anche in virtù del fatto che i giocatori ritengono gli assegni una goccia d’acqua rispetto a quelle che sono le loro effettive spettanze. Dico io ma forse qualcosa mi sfugge: un ‘truffatore’ non avrebbe mai fatto una ‘mossa’ del genere. E allora? E’ la conferma che Soldini Alberto è personaggio indecifrabile come grottesco appare quanto avvenuto in Comune l’altro giorno. Mi domando ancora: perché prima di venire a confronto con i giocatori non ha aspettato che le banche emettessero concretamente il denaro. La difesa dei suoi interessi e delle sue ragioni sarebbero state più semplici. Il lettore del 25° commento ha sfiorato la realtà più di tanti altri me compreso? Ai posteri l’ardua sentenza ma ho ritenuto doveroso fare certe riflessioni.
Donato Coccia. Gli ho risposto più volte oggi purtroppo ho avuto impegni che mi hanno impedito di farlo. Per rimediare gli dedico questo DisAppunto precisando che il nostro trattamento della questione de Scrilli è stato deontologicamente corretto. Saremmo stati di parte se avessimo omesso il comunicato (non era offensivo) di un esponente politico o l’avessimo ‘giudicato’ a prescindere come molti di voi ed altre testate hanno fatto. Ne approfitto per ricordare a Donato Coccia che il suo resoconto dell’epoca Venturato è incompleto: sul comportamento dei giornalisti va molto sul vago, di cosa ha paura? Sono passati tanti anni ormai. Non ha ricordato che ad alcuni giornalisti (meno di tre) fu negato per tre anni l’ingresso stampa perché colpevoli di scrivere che il cosiddetto finanziere veneto avrebbe portato la Samb al fallimento. Mi ero ripromesso di non riparlare o scrivere più di quello sventurato periodo ma, se mi ci tirano per i capelli (che non ho più!).

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