SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Che sia un uomo onesto, nessuno lo mette in dubbio. Ma che la politica sia un campo dove vengono divorati anche i migliori tra i suoi figli, questo è tangibile. Dopo la serataccia di San Benedetto, con guerriglia tra tifosi e forze dell’ordine, Antonio Di Pietro non sa più come scrollarsi di dosso la figura oramai mesta di Alberto Soldini.
Di Pietro ha chiesto a Soldini di «cedere la società entro marzo, facendo in modo che i giocatori siano pagati e possano proseguire il campionato. Chiediamo inoltre a Soldini un risarcimento morale».
Ma Di Pietro non può solo fuggire e scaricare Soldini. Durante la sua breve e caotica apparizione presso il municipio ci ha detto che Soldini «si è presentato da solo, essendo un iscritto ad Ostia». Ma neanche nella sezione dell’Italia dei Valori di Ostia sanno chi sia Soldini. Ed è troppo facile, ora, addossare tutte le colpe su Alberto Soldini.
Le rivelazioni del Corriere della Sera, dove si afferma che la figura di Franco Fanali (presidente dell’Istituto Italia-Macedonia) è stata in passato in strettissimi rapporti con uomini della destra di primo piano quali Storace, Selva e Moffa, gettano altro fumo sull’intera vicenda.
Che Di Pietro abbia il coraggio di dire tutta la verità e che Soldini faccia tutto quanto possibile per non distruggere definitivamente la Samb. La notizia dell’arrivo di qualche pagamento ai calciatori è un piccolo raggio di sole nel buio. E i contatti avuti nelle ultime ore con persone di San Benedetto dovrebbero convincerlo in un aspetto essenziale: lui, Paterna, Mastellarini e D’Ippolito sono chiamati a concorrere al pagamento di quella parte dei debiti accumulati. A meno che tutti non vogliano essere coinvolti nelle procedure fallimentari.

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