SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Un autogol poco onorevole» è il calembour utilizzato come titolo da Malcom Pagani, giornalista del quotidiano il Manifesto che dedica gran parte della pagina sportiva, la numero 16, ai fatti avvenuti martedì sera al Municipio di San Benedetto. E l’articolo è sovrastato da due foto che ritraggono, l’una, Antonio Di Pietro, microfono in mano e dito alzato a chieder la parola, con la linguaccia alla Rolling Stones sporgente; l’altra una recente formazione della Samb. «L’onorevole Di Pietro all’incontro con i giocatori della Sambenedettese», recita la didascalia, che continua: «A destra, la squadra rossoblu. Foto tratte dal sito (ahi ahi, quotidiano on-line, ndr…) www.sambenedettoggi.it».
L’articolo attacca così: «All’incontro tra il politico e il presidente non manca nessuno. Giocatori e casalinghe, portuali e tifosi. Poliziotti, tanti. Per l’occasione da Pescara arrivano in 150. Reparto Celere. Le transenne saltano in aria alle sette e venti della sera, quando Alberto Soldini, ex candidato alla Camera per l’Italia dei Valori e presidente della disastrata Sambenedettese, autogestita da 25 giorni e senza stipendi da mesi, nonostante la Mercedes e tre guardie del corpo, provando a forzare il blocco, se la vede brutta. Sassi, sputi, calci e insulti».
«Soldini ripara all’interno del municipio, rosse colate di uovo scendono dal vestito. San Benedetto del Tronto, martedì, all’imbrunire. […] Di Pietro arriva poco dopo Soldini. Sulla macchina e sugli uomini della scorta arriva di tutto, monete e accendini soprattutto. Il coordinatore regionale del suo partito, Dante Merlonghi, prende una bottiglia in testa. La polizia carica, durissima, ferma due persone (poi rilasciate), nella notte ne arresta un’altra per lancio di transenna. Bruciano 4 macchine, esplodono bombe carta, la vetrata centrale del Comune va in pezzi, dodici poliziotti si fanno medicare in ospedale».
Riguardo Di Pietro, Pagani scrive: «I tifosi presenti, una settantina, gli urlano di tutto. Lui urla più degli altri e si difende con foga togata: “Soldini non l’ho scelto io!? […] Infine blandisce la folla un po’ maldestramente: «Compatibilmente con le mie modeste risorse, aiuterò la Sambenedettese donando 10 mila euro». La decisione lauresca provoca fischi…»
L’articolo di Pagani prosegue descrivendo la situazione societaria, il movimento degli imprenditori locali, le parole di Yantorno e Macaluso, le gesta di Soldini: «Esplora l’estremo tentativo di scatenare il tutto contro tutti, mostrando ai calciatori gli importi degli assegni, marcando le differenze, seminando veleni. Il gruppo non si spacca e stanco di sentirlo parlare, si alza. Lo lascia solo, microfono in mano, a osservare le fotocopie degli assegni, strappate e gettate in aria dai calciatori».
«Fuori nulla è tranquillo. Di Pietro abbandona il comune, improvvisando un comizio sulla piazza. Stringe cinque mani di numero. L’ex allenatore Chimenti lo affronta a brutto muso: «Avete candidato un impresentabile, vergognatevi». Non è aria, la polizia carica ancora. Soldini esce mesto, da una porta posteriore, ospite di un blindato della Polizia. La soluzione auspicata all’inizio dai tifosi con lo striscione «Arrestatelo» è la più plausibile per la sua incolumità»

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