LOS ANGELES – Avute finalmente le liste, ottenuti finalmente i nomi dei candidati all’estero, stiamo assistendo alle campagne elettorali che tali aspiranti parlamentari stanno svolgendo nelle loro immense circoscrizioni territoriali, sobbarcandosi spesso a tour de force impossibili e feroci, con immensi sacrifici personali, fisici, familiari, e finanziari.
Stiamo altresì assistendo ai dibattiti televisivi, trasmessi da varie città del mondo, con la grossa limitazione per i candidati della ripartizione europea, penalizzati dalla mancata diffusione e visione di Rai International in Europa.
Mi perdoneranno, spero, i candidati di ogni schieramento se mi permetto denunciare l’aridità, il pressapochismo e, frequentemente, la povertà degli interventi di tutti i candidati, con poche eccezioni: ho la netta sensazione che i telespettatori che hanno assistito alle varie tribune politiche trasmesse dal Nord e dal Sud America, saranno fortemente tentati di non votare o, al massimo, di non mettere alcuna preferenza, in considerazione del livello dimostrato dai candidati stessi.
E non alludo ai soli contenuti politici, ma anche e sopratutto ai concetti espressi, al di là dei loro significati, perché di difficile comprensione, in conseguenza di una sintassi contorta e di ragionamenti spesso illogici.
Se poi i telespettatori hanno avuto la ventura di ascoltare i candidati cosiddetti “indipendenti?, essi avranno molto sentito la mancanza di un interprete che riuscisse a decifrare un italiano stentato, spesso scorretto, aggravato da pronunce, diciamo così, esotiche…
E questi signori blaterano d’essere gli unici rappresentanti degli Italiani all’estero? Ma, se per sfortuna fossero eletti, come farebbero a comprendere i loro colleghi italiani e come potrebbero esprimersi e spiegare i loro concetti, le loro proposte, le loro eccezioni?

* Portavoce Azzurri nel Mondo Usa

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