SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «De Scrilli è un irresponsabile, che mente sapendo di mentire, in un momento politico in cui le menzogne possono esporre a rischi la città e le persone. Io non conosco né personalmente né attraverso terzi il presidente Soldini. Aspetto quindi le scuse ufficiali di De Scrilli, che certo non potrà provare alcunché essendo falso tutto ciò che dice. Se non arriveranno queste scuse querelerò De Scrilli». È una risposta particolarmente dura quella che arriva da Giovanni Gaspari, Ds, candidato sindaco dell’Unione e vicesindaco di Perazzoli dal 1997 al 2001, alle accuse formulate dall’avv. Luigi De Scrilli, esponente di Forza Italia ed ex presidente del comitato di quartiere Albula Centro.
Né tarda la replica di Paolo Perazzoli: «De Scrilli cerca soltanto visibilità. In quanto ex sindaco sono stato contattato da Soldini, che non conoscevo ed ho incontrato due o tre volte in vita mia. Gli ho consigliato di mettere in campo un buon progetto per il calcio locale, e di evitare ogni altra strada. Io sono sempre stato a fianco della Sambenedettese, ho promosso una fidejussione di 400 milioni di lire nel ’93 per salvarla dal fallimento. Poi chi non fa niente può sempre criticare. Io non ho niente da nascondere». Soldini un prestanome della politica? «Non esistono imposizioni della politica. E a quale scopo poi? Soldini non l’ho portato io a San Benedetto», risponde Perazzoli, che prosegue: «Addirittura mi era parso una persona di destra. Mi ha molto sorpreso la sua candidatura nell’Italia dei Valori».
Riprende Gaspari: «Come il suo padrone a livello nazionale, De Scrilli tenta di avvelenare i pozzi della politica. Io posso dire con assoluta certezza che sono leggende metropolitane quelle secondo cui Soldini sarebbe stato portato a San Benedetto dalla mia parte politica. Insinuazioni prive di qualunque fondamento. Ognuno faccia il proprio mestiere. La Sambenedettese ha dato e può continuare a dare lustro alla città, che anche attraverso la sua classe politica non ha mai lasciato sola la squadra. Cosa che non farà neppure questa volta. Osservo soltanto che le società calcistiche sane sono quelle guidate da imprenditori locali, cosa che auspichiamo anche per San Benedetto. È inaccettabile l’immagine da terzo mondo che è stata offerta in questi giorni, con i giocatori che non possono mangiare. Abbiamo avuto danni materiali e danni immateriali. Noi spendiamo centinaia di migliaia di euro all’anno per promuovere la nostra immagine, specie in chiave turistica e non possiamo essere ridicolizzati in pochi attimi».

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