SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Martinelli non ci sta. Dopo la versione dei fatti data dal segretario comunale e provinciale dell’Udc Paolo Turano (che pure non era presente) del pranzo di lunedì 20 marzo tra lo stesso ex sindaco, il suo braccio destro Pierluigi Tassotti e il sen. Amedeo Ciccanti dell’Udc, prende carta e penna e smentisce. Attaccando.
«Il segretario dell’Udc Turano non finisce mai di stupirci», scrive Martinelli, «ed ha l’ardire di smentire il suo stesso parlamentare dando una versione dei fatti trattati durante il pranzo del tutto personale e fuorviante. Per l’ennesima volta il sig. Turano dà prova della sua grave irresponsabilità politica, rendendosi inadeguato più che mai a svolgere il ruolo di segretario “plenipotenziario? quale lui stesso è, incarnando contemporaneamente il ruolo comunale e quello provinciale». Insomma una richiesta di rimozione dall’incarico.
Ma di cosa si è parlato davvero? «Come era nella normalità delle cose», scrive l’ex sindaco, «durante l’incontro ci si è anche soffermati a parlare delle elezioni amministrative convenendo a tal riguardo che un’analisi più mirata potrà essere svolta all’indomani delle elezioni politiche del prossimo 9 aprile. Non v’è ragione alcuna per gettare discredito sul sottoscritto facendolo passare agli occhi dei più come un mercenario del voto».
Martinelli “aiuterà? Forza Italia anche al Senato: «Farò tutto il possibile per accrescere i consensi di questo grande partito liberale impegnandomi alacremente perché ciò avvenga anche per il Senato della Repubblica. Non sono stato mai avvezzo a certi giochini. Spero vivamente che l’increscioso episodio di cui si è reso protagonista il sig. Turano faccia riflettere chi di dovere al fine così di saper selezionare in futuro una classe dirigente all’altezza di un partito importante quale è l’Udc». Seconda richiesta di rimozione dall’incarico, rivolta direttamente a Ciccanti.

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