SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le urne sono forse più imprevedibili del pallone, fatto sta che oggi, martedì 21 marzo, l’Italia dei Valori, la lista guidata da Antonio Di Pietro, ha seriamente compromesso la possibilità di ottenere molti consensi a San Benedetto, per quel che vale.
La cronaca dice che dalle 18,30, per almeno tre ore, la città è stata bloccata da centinaia di tifosi e altrettanti tra poliziotti e carabinieri, per l’annunciata doppia visita: dell’ex magistrato acchiappa-mariuoli e del signor Alberto Soldini, presidente della Sambenedettese da meno di 90 giorni. Un periodo sufficiente per fare andare a vuoto assegni dei giocatori e pazienza dei tifosi.
Tra spinte, insulti, grida e lancio di oggetti, Soldini è entrato sì in Comune, prima di Di Pietro. Ma non ha potuto far altro che trovare rifugio nell’Urp, per più di un’ora. Nel frattempo è giunto l’ex magistrato, che ha preso la parola nell’aula consiliare. Una difesa poco o affatto convincente, con vette come la seguente: «chi mi ha presentato Soldini? Nessuno, si è presentato lui a me». Insomma: avanti c’è posto. Chi voglia essere inserito al terzo posto della lista per la Camera dei deputati, circoscrizione Marche, mandi il proprio curriculum.
«Ho ritenuto mio dovere venire da voi per non fare un’ingiustizia verso la città», ha esordito un Di Pietro ben più intimorito che di fronte a Berlusconi, «Sono qui per senso di responsabilità. Quando ho stilato le 945 candidature in tutta Italia ho chiesto il certificato penale a tutti, accettando solo persone incensurate. E non so quanti abbiano avuto la mia accortezza. Poi, come voi, tramite Internet, ho conosciuto la situazione odierna. Ma posso dire di non conoscere i fatti. E di non volerli nemmeno conoscere». Insomma: non conosco quell’uomo. E giù bordate di fischi. «È la magistratura che deve fare il suo corso», ha ripreso l’ex pm, «ma posso dire che la prima vittima è la città di San Benedetto». Applausi.
Quindi la corda sentimentale: «Mi sento umiliato per aver creato questo dispiacere», ha detto Di Pietro, «ora ho chiesto a Soldini di ritirare la sua candidatura. E io mi candiderò direttamente al suo posto». Per inciso: cosa tecnicamente impossibile, almeno per quanto riguarda l’ingresso di un candidato non presentato entro la scadenza di lunedì 6 marzo. Su richiesta della folla Di Pietro ha preso un secondo impegno: chiedere a Soldini la consegna dei libri contabili, per aprire la procedura di fallimento e favorire l’ingresso di nuovi soci.
Chi paga? La domanda è rimasta inevasa: «Ritengo che i giocatori debbano essere pagati», ha proseguito Di Pietro, «e per questo ho incaricato personalmente di stanziare 10 mila euro, che non è un’elemosina. Io personalmente non posso fare null’altro che far ritirare la candidatura di Soldini». Fine della storia, sul suo versante politico.
Qualche altra risposta ai colleghi l’ha fornita la giornalista dell’Unità Sandra Amurri, capolista al Senato nelle Marche per l’Italia dei Valori: «da questa visita usciamo rafforzati», ha detto, «perché dimostriamo di non dare spazio all’illegalità. Nell’Italia dei Valori non c’è spazio per chi truffa. Di Pietro non sapeva nulla di Soldini, fino a quando non mi ha dato incarico di scoprirlo, cosa che ho fatto chiamando il commercialista Gianni Silvestri».
Non trova bizzarro che vi siano proteste di massa per una squadra di calcio piuttosto che per la mancanza di case o del lavoro? «I tifosi della Samb hanno le loro ragioni e ragionano. Il calcio è un problema sociale perché oggi ci girano troppi soldi. Ma anche lo sport è importante e merita attenzione».
Da ultimo non si può non rimarcare, ad uso degli autori degli albi di Topolino, che un presidente squattrinato si chiami “Soldini? e che la lista che lo candida sia “l’Italia dei Valori?. Ai tifosi può essere utile la strategia della Russia alle invasioni di Napoleone prima e di Hitler poi: indietreggiare e lasciare l’inverno fare tutto il lavoro. Gli stadi vuoti per qualche anno scoraggerebbero forse gli avventurieri di ogni latitudine, in attesa di nuove primavere.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.428 volte, 1 oggi)