SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il sasso gettato nello stagno sembra riesca a muovere la città. Dopo la promozione della costituzione della società MayDay SpA da parte degli imprenditori sambenedettesi Domenico Amadio e Tommaso Caroselli, sembra che già diversi imprenditori si siano detti disponibili (almeno a parole) ad aderire al progetto di salvataggio della Samb e di restituzione della Samb ai sambenedettesi, come chiesto con veemenza dai tifosi della Samb domenica scorsa.
«Stiamo raccogliendo molti consensi, oltre le nostre aspettative», conferma Domenico Amadio della Edilmeccanica. «Abbiamo già avuto l’assenso da parte di oltre dieci imprenditori locali, e difatti stiamo pensando di allargare la base societaria a 750 mila euro, che, divisa per quote di 50 mila euro, corrispondono a 15 imprenditori». Non trapelano i nomi di questi imprenditori anche se, sembra, diversi provengano dal settore dell’edilizia. «Con un paio di loro ho appuntamento questa sera», conferma Amadio, che rilancia: «Sappiamo che gestire una società calcistica non è cosa semplice, e qui a San Benedetto occorre ricostruire tutto daccapo. Dobbiamo avere i soldi immediatamente disponibili nel caso le cose precipitassero ulteriormente. Il nostro obiettivo è quello i creare una società che riesca a ripianare il debito ed essere autosufficiente».
Riguardo l’iniziativa di azionariato popolare, Amadio ci tiene a precisare che «tutti gli sforzi devono andare nella stessa direzione, e saremo ben lieti se tutta la città confluisse verso lo stesso obiettivo. Ben venga, dunque, la sottoscrizione popolare».

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