SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È tutt’ora uno dei più vistosi tasselli mancanti al quadro politico sambenedettese, in vista delle elezioni amministrative del 28 maggio: il comportamento e/o le alleanze dell’Udc. Un’indicazione è venuta dal pranzo (a base di pesce) che si è svolto oggi, lunedì, tra l’ex sindaco Martinelli, il suo inseparabile braccio destro Pierluigi Tassotti e il senatore dell’Udc Amedeo Ciccanti, quest’ultimo vero dominus del suo partito.
Dal colloquio è emerso che l’Udc non stringerà alleanze prima delle elezioni politiche, ma i bene informati sostengono che questo sia un preciso segnale: l’Udc chiede a Martinelli i voti di cui dispone per la rielezione di Ciccanti al Senato, nonostante il “patto d’acciaio� dell’ex sindaco con Forza Italia. Una mossa, per inciso, che andrebbe contro Scaltritti, il deputato uscente di Forza Italia, stavolta candidato al Senato.
Ciccanti nega: «assolutamente no. Al pranzo non abbiamo parlato di alcuno scambio». Ma rivela al tempo stesso scenari inquietanti: «non si va a pesca quando l’acqua è torbida», dice il senatore, «e prima delle elezioni politiche non sappiamo quali potrebbero essere le reazioni di politici come Pietro Colonnella dei Ds o di Orlando Ruggieri della Margherita, in caso di mancata elezione. Di certo non farebbero da “curva sud� per alcune new entry». Riferimento non troppo velato al candidato sindaco di tutta l’Unione Giovanni Gaspari.
«Il comportamento di Colonnella e Ruggieri è al momento l’unico punto che ci divide da Martinelli», conclude Ciccanti. E una eventuale bocciatura di Scaltritti determinerebbe un ulteriore possibile candidato nel centrodestra? Risponde Tassotti: «non credo proprio. Per lo meno Scaltritti non rientra nei nostri programmi».

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