SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tiziano Manfrin e Maurizio Simonato, responsabili rispettivamente del settore giovanile e della scuola calcio della Sambenedettese, si sfogano dopo mesi di sofferenze, stenti e sacrifici. «Anche noi, come la prima squadra, abbiamo grossi problemi. Da otto mesi allenatori e dirigenti non prendono gli stipendi. Vorremmo essere tutelati, auspichiamo che gli stessi imprenditori locali, i quali nei giorni scorsi hanno mostrato interesse nei confronti della Samb, facciano altrettanto per i giovani», è il coro delle due ex bandiere rossoblu.
MASTELLARINI E SOLDINI. «Termineremo la stagione in corso per non far ridere l’Italia intera – puntualizzano – e perché dobbiamo tanto a questa città che ci ha adottato, ma siamo stanchi di essere presi per i fondelli: negli ultimi mesi sia Mastellarini che Soldini ci hanno fatto tante promosse, ma non abbiamo visto ancora un euro. Lo stesso Soldini, col quale abbiamo avuto diversi colloqui, ha saputo dirci solo bugie».
Ma c’è di più: una cifra sostanziosa, quantificabile attorno ai 65mila euro, destinata al settore giovanile, sembra aver preso un’altra strada…. «Potevamo gestire i 30.000 euro della Carisap, cifra destinata alla scuola calcio, i 25.000 delle quote annuali dei ragazzi e i 10.000 relativi ad altri due sponsor che abbiamo trovato noi. Se ci avessero permesso di autogestirci, quei soldi ci sarebbero avanzati. E invece se li sono intascati le precedenti gestioni societarie. Fino a giugno non abbiamo mai avuto problemi, quest’anno invece…».
SITUAZIONE DI EMERGENZA. «Sono stati pagati i pullman delle trasferte – continua il j’accuse di Manfrin e Simonato – Sino ad ora siamo stati zitti, abbiamo pazientato, aspettando che le acque si calmassero, ma ora, anche per la pressione dei genitori, abbiamo deciso di denunciare apertamente questa situazione di emergenza».
Un atto dovuto nei confronti delle 250 famiglie che hanno iscritto i propri ragazzi alla scuola calcio e al settore giovanile rossoblu: «E’ giusto che i genitori vogliano vedere salvaguardati i propri figli. Tra l’altro allenarsi e giocare in questi condizioni è difficile sia per loro che noi. Vediamo facce tristi, demotivate, insicure del futuro che ci aspetta. Abbiamo dato la nostra parola che porteremo a termine la stagione, ma siamo molto amareggiati».
STRUTTURE FATISCENTI. Il tiro si sposta sulla mancanza di strutture adeguate. «Fare calcio in queste condizioni è impossibile», la sintesi del duo Simonato-Manfrin. Che poi affonda il colpo: «Vorremmo sapere che intenzioni ha il Comune? Da due anni abbiamo presentato un preventivo per i lavori al Campo Europa, ma ancora nessuno ci ha fatto sapere niente. E’ una vergogna giocare in un campo come quello. Quest’anno sono già state rinviate quattro partite per pioggia. E pensare che a maggio gli Allievi e i Giovanissimi il prossimo maggio dovranno giocare le Finali Nazionali di Coppa. Dovremmo per forza di cosa farci ospitare da qualcuno. Pensavamo al Ciarrocchi di Porto d’Ascoli».
«BASTA CON L’ELEMOSINA». E a proposito delle altre società locali, Tiziano Manfrin ci tiene a ringraziarle per la collaborazione garantita quest’anno. «Le scuole locali si sono tutte date un gran daffare, ma non possiamo sempre fare conto sugli altri; tra l’altro è imbarazzante chiedere l’elemosina. Siamo stanchi».

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