SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fiscaletti attende che il centrodestra sambenedettese abbia bisogno di lui per affrontare le elezioni amministrative del 28 maggio contro lo schieramento compatto dell’Unione, guidato da Giovanni Gaspari.
In vista delle elezioni alcuni partiti si affidano ai sondaggi. Non così “l’Albero?, l’associazione di Fiscaletti, presieduta però da Manrico Urbani, che si trasformerà in lista civica e si presenterà alle elezioni amministrative. Quando? Dopo le elezioni politiche del 9 e 10 aprile, quando i sondaggi saranno stati realizzati “a gratis? attraverso le urne.
Fiscaletti è il presidente del Circolo nautico, ma il suo mandato triennale scade a fine marzo. Domenica 26 si svolgeranno le elezioni per il sostituto, che proseguirà la trattativa già avviata per l’assegnazione della gestione della darsena turistica presso il molo sud del porto di San Benedetto. Il primo passo è ancora oggi l’accordo con la Lega navale, per poi presentarsi al vicepresidente della regione Marche Luciano Agostini, Ds, per la “mediazione? nei confronti della Capitaneria di porto, ente competente in materia.
Dopo il 10 aprile i partiti del centrodestra saranno stati “pesati? dagli elettori e quelli usciti più malconci dal voto (Forza Italia e Martinelli oppure Alleanza nazionale e Udc?) avranno tutto l’interesse ad allearsi con Fiscaletti, che avendo aspettato fino ad allora con pazienza cinese – “senza schierarsi?, al punto che oggi dichiara ancora di non sapere se candidarsi – avrà un peso contrattuale molto maggiore.
Fiscaletti potrà porre le sue condizioni ai partiti eventualmente bisognosi di risalire negli indici di gradimento. Tre scenari possibili. Se ad essere sconfitto sarà il centrodestra nel suo complesso, Fiscaletti potrebbe tentare il colpo grosso: ottenere di essere candidato a sindaco da tutta la Casa delle libertà. Altrimenti da una parte soltanto, con la speranza di arrivare almeno al ballottaggio. L’ultima alternativa è quella di presentarsi autonomamente, ma come si capisce sarebbe la soluzione con minori possibilità di successo, nonostante nella sua lista potrebbe confluire gli scontenti di Forza Italia. Scontenti della ricandidatura a sindaco di Martinelli.
«Siamo in grado di fare opinione a San Benedetto», ha dichiarato venerdì 17 marzo con orgoglio intellettuale Fiscaletti, in occasione di una cena-conferenza stampa, cui ha preso parte il direttivo dell’Albero quasi al completo (oltre al candidato in pectore, Antonella Roncarolo, Mario Bianconi, Luigi D’Orazio, Raffaele Travaglini, Urbani. Unico assente Enrico Pompei).
«La città ha bisogno di un vero confronto di idee», prosegue Fiscaletti. Che aggiunge un dettaglio di non poco momento: «politicamente non c’è spazio per un terzo polo». L’obiettivo, in altri termini è quello di costruire una reale alternativa allo schieramento “bulgaro? dell’Unione.
In un comunicato dell’associazione si legge che tutti gli attuali mali della politica locale sarebbero nati durante il secondo mandato Perazzoli (il sindaco che nominò Fiscaletti dirigente del settore lavori pubblici, ndr), a causa del comportamento del sindaco, che avrebbe determinato un allontanamento dei cittadini dai partiti e dalla politica. Situazione immutata durante il mandato del sindaco Martinelli. E oggi, secondo l’Albero, riproposta dal centrosinistra.
Sul fatto che Martinelli si ricandidi a sindaco: «l’ex sindaco Martinelli», si legge ancora nel comunicato, «sembra come essersi svegliato da un lungo periodo di coma dimenticando tutto, compreso il particolare, di non poco conto, di aver consegnato al commissario prefettizio per ben otto mesi una città di oltre 40 mila abitanti con problemi ed aspettative a lui ben note».
Una notte del Comune, da cui si uscirebbe come segue: «è palpabile l’esigenza di cambiare (…) il metodo di governo, attesa l’assoluta certezza di poter creare le condizioni affinché un sindaco capace eserciti i suoi poteri ed effettui le proprie scelte nel rispetto delle regole democratiche, sostenuto da persone, capaci ed autorevoli, in grado di garantire il buon governo di una città fatta di donne e uomini che per tradizione, cultura, competenze hanno il diritto-dovere di partecipare alle scelte e non tollerano più conflitti personalistici e beghe di esponenti di partito».

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