SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cade una tegola al giorno sulla testa del povero ex rampante Soldini Alberto. Il guaio è che le tegole cadono anche sopra la Samb. Questa mattina il Tribunale Civile di Bologna ha emesso un decreto con il quale ha confermato il sequestro conservativo nei confronti della Sambenedettese Calcio per un importo di 120 mila euro, pari all’esposizione debitoria nei confronti dell’avvocato Mattia Grassani. Quest’ultimo aveva cominciato a lavorare per la Samb già sotto la gestione Gaucci, il quale non aveva iscritto i suoi crediti in bilancio; cosa che era perdurata lo scorso anno durante la gestione Mastellarini (il quale afferma che non poteva iscrivere nessuna somma in bilancio non conoscendo l’entità delle cifre dovute precedentemente); e quindi, arrivato Soldini, è arrivata la frittata.
Ciononostante, dopo la visita dell’Ufficiale Giudiziario nella sede della Samb e la verifica che non c’era la possibilità di pignorare alcunché di rilevante, e l’istanza di fallimento depositata presso il tribunale di Ascoli, la Samb Calcio e Soldini Alberto hanno fatto ricordo nell’udienza dello scorso 15 maggio, eccependo (citiamo dall’ordinanza odierna del Tribunale) «l’incompetenza territoriale del giudice adito stante la natura del credito azionato da controparte che non essendo certo, liquido e incontestato prevede quale foro competente quello del creditore alla scadenza dell’obbligazione», e inoltre «la sussistenza dei presupposti di fumus e periculum necessari per la pronuncia di un provvedimento di sequestro conservativo».
Le eccezioni non sono state però considerate dal Tribunale Civile di Bologna perché «gli avvocati possono proporre domande di ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo ove in sede il consiglio dell’ordine al cui albo sono iscritti». Riguardo al merito, nell’ordinanza si legge, tra l’altro: «Vista la documentazione prodotta in udienza da parte ricorrente, e in particolare l’esito negativo del sequestro, tentato in data 4.3.2006 presso la sede della società, per il pagamento di somme di un certo rilievo, asseritamene conseguenti a prestazioni lavorative, ed infine i numerosi protesti levati nei confronti del legale rappresentante della società nei primi mesi del 2006 per importi complessivamente ingenti», «ritenuto che i dati oggettivi non sono stati negati o contestati dalla resistente […] al di là dei profili di attendibilità o meno delle scritture contabili, resta il fatto che tali attività risultano abbondantemente superate dalle passività esposte nello stato patrimoniale, come dimostrato dalla perdita evidenziata nel conto economico risultata pari ad € 391.660».
Fatte queste considerazioni, il Tribunale «conferma il decreto di sequestro conservativo emesso in data 28 febbraio 2006 fino a concorrenza della somma di € 120 mila, fissa termine di giorni 30 dalla comunicazione della presente ordinanza per l’inizio del giudizio di merito». La Samb, ad ogni modo, può fare ricordo.
GRASSANI L’avvocato bolognese afferma: «La Samb ha qualche possibilità di effettuare un fallimento ‘dolce’ se i libri contabili richiesti dal giudice Calvaresi alla Guardia di Finanza vengono portati velocemente in tribunale. Se tutto dovesse slittare a maggio o giugno credo che il calcio a San Benedetto rischia di scomparire». Anche se è tutta una questione di ipotesi e date: se la discussione dell’istanza di fallimento si svolgesse d’estate e alla prima sentenza ci si opporrebbe, la decisione potrebbe slittare ad autunno, a campionato iniziato. Ma è tutta una questione di se e forse…

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