SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Antonio Di Pietro continua a tergiversare. Prima fa chiamare il nostro direttore dal suo ufficio stampa per non dire nulla di concreto sulla candidatura Soldini, anzi per spargere altre cortine fumogene.
Poi si affida alle compiacenti pagine del quotidiano romano Il Messaggero per tentare questa geniale operazione: scoprire l’acqua calda («Qui bisogna salvare la Samb»); chiedere all’attuale proprietario della Samb di propinare altra aria fritta («Devi chiarire»); prendere per morti di fame cittadini e tifosi («Apro una colletta e metto a disposizione 10 mila euro»); e infine chiedere ai giocatori di recarsi in pellegrinaggio nella sperduta località di Rubbianello, lungo la Valdaso. A fare che? Per farsi «stringere la mano» e per farsi «guardare negli occhi». In pratica per farsi prendere in giro.
E mentre i calciatori rossoblu fanno sapere che hanno ben altro a cui pensare (per esempio a concentrarsi per l’importante partita di domenica 19 contro la Salernitana), la tifoseria deve ancora decidere se andare a fischiare Di Pietro direttamente in quel di Rubbianello, oppure aspettare che il leader dell’«Italia del Valori» venga a San Benedetto del Tronto per dare finalmente una risposta a tre domande che qualunque cittadino (ed elettore) ha il legittimo diritto di porsi e dalle quali ha l’altrettanto legittimo diritto di avere una risposta chiara:
1) Quando e dove Antonio Di Pietro ha conosciuto Soldini Alberto?
2) Chi – politico o imprenditore – ha fatto conoscere Soldini Alberto a Di Pietro?
3) Per quale motivo o scopo Di Pietro ha candidato Soldini Alberto alla Camera dei Deputati?

Perché ogni e qualunque altra vaga affermazione al riguardo sarà da considerarsi del tutto inutile.

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