SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mentre An è alle prese con gli alleati, prosegue la “campagna d’ascolto? del candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari e dei partiti che lo sostengono, per la definizione di un programma condiviso con la città. Mercoledì 15 marzo, nella sede dell’Ulivo, si è svolto un confronto con numerose associazioni e cooperative sociali.
Dal dibattito sono emerse molte proposte per altrettante iniziative da adottare subito dopo l’affermazione dell’Unione alle elezioni del 28 maggio, tutte volte alla costruzione di una “città solidale?. In primo luogo la creazione di un assessorato all’infanzia, le idee di “accessibilità della città? e di “città policentrica?, il monitoraggio del funzionamento dei servizi e la costruzione di reti, l’assistenza sociale integrata.
Quindi la costruzione di una casa per malati terminali, risposte al disagio mentale, l’abbattimento delle barriere architettoniche, i centri di informazione e consulenza (cic), azioni per incrementare il volontariato, la cooperazione internazionale, il sostegno alle badanti. La conferenza dei sindaci e l’Unione dei comuni dovranno fare una ricognizione attenta di tutti questi servizi, per distribuirli in modo intelligente sul territorio.
«In questi anni di governo del centrodestra a livello nazionale e locale – sostiene Gaspari – si è tentato di demolire un sistema sociale che è finanziato prevalentemente dagli enti locali. Questo è accaduto perché si è voluto far passare l’idea secondo la quale pagare le tasse rappresentava una rapina, un voler mettere le mani nelle tasche dei contribuenti e non già un modo per poter creare ed erogare quei servizi necessari ad una collettività, prevalentemente a chi è più debole».
«La nostra azione – prosegue Gaspari – sarà invece volta a creare una cultura della solidarietà, che in questa città nasce almeno a partire dagli anni ’80, quando si decise di realizzare un centro sociale per la terza età in contrapposizione a quello che fino ad allora andava per la maggiore: i ricoveri per gli anziani. Fu una delle felici intuizioni del compianto sindaco Natale Cappella, a cui ne seguirono altre. In particolare il potenziamento del settore sociale, che così passava dall’assistenza all’intervento nel sociale».
La conclusione: «in questo contesto intendiamo far crescere questa cultura della solidarietà. Incentiveremo il servizio civile di ragazze e ragazzi. Non per sostituire il lavoro dei dipendenti pubblici, ma per le esigenze della collettività. Bisogna capire quali sono i diritti e le esigenze di chi è svantaggiato e capire che ogni nostra azione provocherà sempre degli effetti, i cui esiti vanno valutati. Il volontariato va inteso sia su scala locale, che internazionale. In questo quadro il “terzo settore? svolge un’azione determinante. Non è pensabile poter intervenire concretamente senza il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e del volontariato».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 280 volte, 1 oggi)