GROTTAMMARE – I consiglieri comunali di centrodestra intervengono sulla decisione di delocalizzare la ditta Metalcavi lungo la Valtesino, proposta accettata dall’ultimo consiglio comunale e ribadita dal gruppo di maggioranza “Solidarietà e Partecipazione? in un recente comunicato.
«Siamo sempre stati consapevoli e favorevoli alla delocalizzazioni delle due attività produttive situate in zona Ascolani, la Metalcavi e le Trafilerie Lisciani. Ma, siamo stati sempre attenti e sensibili, a non far diventare motivo di speculazione tale necessita», scrive Rossi.
«Alle Trafilerie Lisciani per prima è stato dato un ulteriore incentivo, convertire il 100% della superficie dei capannoni in civile abitazione, senza alcun vincolo», continua la nota del consigliere, «anche per la Metalcavi sarà possibile convertire in civile abitazione il 100% della superficie del capannone ma con un premio aggiuntivo, di circa il 10%, dato dallo scorporo delle scale, ed una ulteriore deroga all’altezza massima delle palazzine fino a 16,5 metri, senza questa ultima concessione non avrebbero potuto posizionare tanta volumetria nel lotto. A fronte di questi vantaggi la ditta garantisce il mantenimento dei posti di lavoro, e la dislocazione in 2 anni a Grottammare o a Ripatransone. Credo che sia chiaro perché ci siamo opposti a questo inutile regalo!».
Rossi poi passa a fare i “conti? dell’operazione: «Traducendo in soldoni la Metalcavi ha un capannone di circa 4.000 mq, quindi con il piano regolatore poteva realizzare circa 2.600 mq di appartamenti comprensivi delle scale, dunque con un 10% in meno, a conti fatti 2.340 mq vista la zona vendibili sul mercato a circa 2.000 € al mq per un totale di 4.680.000 euro, ora può realizzare 4.000 mq di appartamenti cioè 8.000.000 € (otto milioni di euro), inoltre può dislocare a Ripatransone dove è noto che la terra artigianale costa molto meno rispetto alla nostra città». E Rossi lamenta il fatto che l’unico vincolo imposto alla Metalcavi è il «mantenimento dello stato occupazionale per soli due anni»,
Il consigliere di Alleanza Nazionale punta poi l’attenzione al quartiere Ascolani: «Questa compagine politica l’ha sempre ritenuto un esempio di cementificazione selvaggia, ma dopo 12 anni di centrosinistra vediamo che la cementificazione, in volumetrie, è aumentata, a discapito degli spazi verdi. Dove finiscono i diritti di tutti i cittadini di decidere sull’uso delle risorse collettive?»
«È successo che i cittadini di Grottammare, sono stati ingannati con aspettative di partecipazione», scrivono i consiglieri «Dopo questa amministrazione tuttavia hanno aperto gli occhi e con enorme amarezza si sono avveduti che il loro voto è stato una delega in bianco e che il governo della città, i bilanci annuali, i piani regolatori, l’organizzazione dei servizi, siano, ineluttabilmente, un “affare? per pochi».

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