L’incontro con Montefiore dell’Aso, che gli conferì nell’88 la cittadinanza onoraria, avvenne per motivi familiari (vi risiedevano la madre e le sue sorelle) ma ne fu folgorato.
“Montefiore – scriveva l’artista – è nel mio cuore; qui ho potuto avere il luogo della mia serenità, del mio lavoro. Da questo mio studio, che si affaccia sulla valle dell’Aso e sulla fascia azzurra dell’Adriatico, vedo sorgere il solo sul mare, uno sfolgorio argenteo, e lo vedo declinare, infiammarsi dietro i colli. Qui si è arricchita la mia visione del colore in una realtà che al senso profondo delle cose tenta di raggiungere e di aggiungere la poesia?.
“Oggi è solo il giorno della sua nascita che viene ricordato, ma nel corso dell’anno – spiega Paola del Gobbo, che si occupa delle opere custodite nel paese e di mantenere viva la memoria del grande artista – saranno organizzati eventi ad hoc. Le celebrazioni sono necessarie –dice la Del Gobbo – sono dovute ad un artista che ha posto il nostro paese all’attenzione del mondo della cultura (era amico, tra gli altri, del poeta Salvatore Quasimodo, di Enzo Biagi, di Indro Montanelli). Ricordare questo anniversario è inoltre per Montefiore un modo per rinsaldare in vincolo con questa grande figura che può continuarle a dare prestigio e visibilità internazionale. Nelle sue opere pittoriche e grafiche realizzate in sessant’anni di attività, c’è la storia dell’Italia ricostruibile, grazie all’immediatezza del suo linguaggio, sui volti dei contadini degli operai e delle donne segnati dalla sofferenza, dalla miseria della dittatura e della guerra. C’è insomma tutto il nostro prezioso ambiente?.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 387 volte, 1 oggi)