SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era ovviamente presente alla conclusione della tappa della Tirreno-Adriatico: a Nino Capriotti, assessore provinciale allo sport, sambenedettese e grande tifoso della nostra squadra di calcio, non potevamo non chiedere delucidazioni sull’attuale momento della Samb. A livello societario e anche politico, visto che Soldini Alberto, proprietario del club rossoblu, è anche suo concorrente politico: Capriotti, storico socialista, è candidato per un seggio alla Camera per la Rosa nel Pugno; Soldini, improvvisamente, è stato piazzato da Antonio Di Pietro al numero tre della sua lista marchigiana.
«Riguardo la candidatura di Soldini», afferma Capriotti, «non riesco proprio a capire cosa sia potuto accadere alla lista Di Pietro per candidarlo». Ma stuzzichiamo Capriotti anche sull’idea dell’azionariato popolare (in redazione stanno giungendo le tantissime firme raccolte nei bar di San Benedetto per appoggiare questa iniziativa): «Prima di muoversi in una direzione o in un’altra, sarà necessario capire bene cosa c’è dietro: quanti e quali sono i debiti, verso i calciatori, i fornitori. Io so di per certo che di gente disponibile ad aiutare la squadra ce n’è; tuttavia va impostato un discorso trasparente, altrimenti il rischio è quello di raccogliere molti fondi, tamponare le emergenze e non risolvere la situazione a medio/lungo periodo».
Invito saggio, anche se la città, i suoi imprenditori e i suoi professionisti si dovrebbero muovere in maniera diversa: aggregarsi non per tamponare esclusivamente le emergenze, ma garantire una sorta di paracadute nel caso in cui la Samb venga abbandonata. I tempi sono stretti e per questo stiamo lanciando, dopo una campagna di firme (info@sambenedettoggi.it o nei bar di San Benedetto), proprio l’idea di una sottoscrizione popolare, con tanto di quote, statuto, forma associativa e garanzie (una bozza e le idee di molti lettori pubblicati sull’ultimo numero di “Riviera Oggi?). Un buon auspicio per questa idea che ha respiro di medio-lungo termine ce la sta dando la campagna dei tifosi, mirata questa all’aiuto ai calciatori e denominata “Noi Siamo la Samb?, che sembra stia dando risultati strabilianti. Insomma, se c’è chiarezza e trasparenza San Benedetto risponde e risponderà.

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