GROTTAMMARE – Tipica storia di demagogia politica e propaganda quella del “Bilancio Partecipativo”, delle “Assemblee di quartiere”, ed infine quella del “Decido Anch’io”.
Durante la seduta dello scorso Consiglio Comunale del 6/3/2006 in aula erano presenti diversi Cittadini di Grottammare residenti in via Speranza.
L’argomento al primo ordine del giorno era la pericolosità della strada Speranza (di nome ma non di fatto), in quanto i consiglieri tutti della minoranza avevano fatto presente il degrado e la mancanza di interesse da parte dell’Amministrazione Comunale vigente nel riprestinare in tempi brevissimi l’argine della suddetta via che giorno dopo giorno stà cedendo mettendo in serio pericolo i residenti stessi e le loro abitazioini.
I cittadini, indignati, ma uniti sono intervenuti al Consiglio Comunale ed hanno lamentato e riportato i fatti in questione come nel loro diritto.
Il nostro Sindaco Luigi Merli ha ammesso pubblicamente la pericolosità della strada e di nuovo ha ribadito che in tempi non indicati si sarebbe provveduto…forse settimane, forse mesi, forse anni? Quando, noi ci chiediamo!
Se i Concittadini hanno sentito la necessità di intervenire direttamente in Consiglio Comunale, ci chiediamo anche che cosa succeda durante le assemblee di quartiere così tanto decantate dal Sindaco, di cosa si discute in quel contesto, forse di piazze, di lungomare, di monumenti o addirittura di nuove fontane?
Alla luce dei fatti, l’Amministrazione mette in bocca alle assemblee le proprie decisioni, poi facendo sembrare che tali scelte sono fatte direttamente dai cittadini, evita di prendersi le proprie responsabilità.
Una Amministrazione veramente efficente eviterebbe di portare tanto per le lunghe la soluzione ad un problema cosi serio e grave, ma avrebbe dovuto istituire un serio monitoraggio del territorio al fine di dare una risposta pronta ed efficace nel minor tempo possibile.
* Raffaele Rossi, Maria Grazia Concetti, Roberto Marconi, Daniele Voltattorni, Mariano Ascani, Francesco Palestini, Filippo Olivieri.

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