Ci mancava Antonio Di Pietro. E’ stato l’ultimo politico al quale ho creduto. Le sue gesta mi fecero pensare ad un uomo coraggioso ed in grado di cambiare il modo di fare politica. Poteva, doveva essere di esempio per un’Italia diversa. In meglio naturalmente. Con il tempo però molte mie convinzioni si sono smarrite. I motivi sempre gli stessi e li ho scritti in qualche mio lontanissimo DisAppunto: chi si presentava nelle sue liste non era alla sua Altezza, anzi. L’altro giorno il pataracchio: Alberto Soldini, già presidente della Samb Calcio ha trovato posto nella sua IdV per le prossime elezioni politiche. Ha una sola scusante che però non tiene ugualmente: Soldini, prima di arrivare alla Samb aveva avuto un comportamento da imprenditore normale. Così dice qualche suo amico. Sarà? Vedremo.
Giusto per restare in politica (stavolta locale) mi sembra poco sensata la strategia del Centro Destra: stabilite le candidature (Martinelli e Piunti), eliminati quindi i fraintesi, si poteva pensare ad un riavvicinamento in vista di un possibile ballottaggio. Niente di tutto ciò. I toni, invece di abbassarsi, si sono alzati.
In casa Samb intanto è sempre bufera. Venerdì scorso comica conferenza stampa di un certo Santilli, ragioniere inviato da Soldini per far capire bene le sue intenzioni. C’è riuscito ma stavolta i sambenedettesi non cadranno nella trappola. I cule jè sèmbre chejie. Ma a tutto c’è un limite?

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