SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una lezione memorabile: sulla nascita della Costituzione italiana e sul concetto di “partecipazione?. Il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha parlato per più di un’ora lunedì 13 marzo, all’auditorium del comune di San Benedetto, colmo di centinaia di studenti di tre scuole del circondario (gli Istituti per geometri e commerciale di Fermo e per geometri di Grottammare), nell’ambito dell’iniziativa che essi stessi hanno promosso, intitolata “Documentare il Novecento?.
«Siete una platea impressionante, emozionante e anche consolante», ha detto Scalfaro agli studenti, due dei quali, prima del suo intervento, gli hanno posto domande sul terreno comune che permise all’Assemblea costituente di superare le divergenze tra le sue varie componenti.
Il titolo dell’incontro era “Costituzione e cittadinanza?. Accanto a Scalfaro il presidente della Provincia Massimo Rossi (autore a sua volta di un intervento sul concetto di partecipazione), l’assessore provinciale alla Cultura Olimpia Gobbi (che ha ringraziato Scalfaro per i complimenti che le aveva rivolto, ed ha poi parlato dell’iniziativa degli studenti) e il presidente dell’“Istituto provinciale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche e dell’età contemporanea? Costantino Di Sante (Provincia ed Istituto sono i due enti che hanno organizzato l’incontro. Scalfaro è presidente nazionale dell’Istituto: www.italia-liberazione.it).
Il saluto del comune di San Benedetto è stato portato dal vicecommissario prefettizio Salvatore Angieri. In platea il prefetto Alberto Cifelli, il commissario per la costituzione della Provincia di Fermo Michele De Feis, autorità civili e militari, politici.
Con ironia e con serietà Scalfaro ha tracciato un percorso dal passato al presente. Tutto incentrato sul concetto di “partecipazione?. Le prime elezioni dopo la liberazione: nel marzo del ’46, per i consigli comunali. Quindi quelle del 2 giugno: il referendum Monarchia/Repubblica e l’elezione dei 556 membri dell’Assemblea Costituente, tra cui il giovane magistrato Scalfaro. La prima seduta, il 25 giugno.
Poi i lavori in aula: il confronto tra culture diversissime. Gli scontri anche fisici tra Dc e Pci, al mattino. Il lavoro comune al pomeriggio. Il reciproco riconoscimento «reso possibile dall’enorme patrimonio umano comune dell’aver sofferto insieme e dal comune concetto della dignità della persona umana». Aneddoti sull’amicizia tra Alcide De Gasperi e Pietro Nenni. Infine il voto sul testo completo: i “no? furono soltanto 62 nel dicembre ’47. «Una delle migliori costituzioni al mondo», ha detto il Presidente (che ha trattato l’argomento nel suo ultimo libro La mia Costituzione, Passigli 2005).
Scalfaro ha poi motivato il suo “no? al prossimo referendum confermativo sulla riforma di oltre 50 articoli della Costituzione. «La riforma dà una batosta serissima alla partecipazione del cittadino», ha detto il Presidente, secondo cui il fatto che il potere di scioglimento delle Camere passi dal Presidente della Repubblica al Primo Ministro esporrebbe il Parlamento al ricatto del Governo: «il dialogo tra Governo e Parlamento viene totalmente avvilito – ha detto Scalfaro – E tutti i poteri sarebbero concentrati nelle mani di uno solo. Ma c’è già stato un uomo in queste condizioni, sessant’anni fa. Ed è caduto con la dittatura». Applausi.
Prima che lasciasse l’auditorium, Rossi e la Gobbi hanno donato al Presidente due libri: il ponderoso Delle antichità picene (dell’abate Giuseppe Colucci, 1792; ristampato nel 1986) e San Benedetto città adriatica d’Europa (2005).

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