RIPATRANSONE – Tutto era cominciato poco popola mezzanotte, quando una telefonata anonima avvertiva il 113 che dentro la scuola c’era qualcuno che stava male. Ma un primo sopralluogo esterno dei Carabinieri senza esito aveva fatto pensare a una burla.
La brutta sorpresa in mattinata, all’apertura della scuola. Acqua a fiumi dappertutto, dal 3° piano in giù, a causa dei rubinetti dei bagni aperti a tutta mandata e dei lavandini accuratamente otturati con stoppacci di carta. Aule e uffici completamente inagibili. Danni evidenti alle opere murarie e agli impianti. Particolarmente presa di mira l’aula di informatica: polvere di estintore sparsa in abbondanza su banchi e strutture, spariti un proiettore multimediale e il video di un computer. Di conseguenza allievi e professori sono dovuti tornare a casa per l’impossibilità di svolgere regolarmente le lezioni.
L’intervento dei Vigili del Fuoco, assieme ai tecnici della Provincia e del Comune, ha consentito di ripristinare in giornata ad una certa normalità, fra l’altro liberando da una enorme massa d’acqua la tromba dell’ascensore. Il dirigente scolastico ha perciò deciso la ripresa delle lezioni già da martedì mattina, anche per non consentire che questa azione delinquenziale pregiudichi ulteriormente il regolare andamento scolastico.
Intanto sono state immediatamente avviate le prime indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato. I malviventi sarebbero penetrati da un’apertura posta sul retro dell’edificio ed avrebbero lasciato numerose tracce che dovrebbero consentire la loro identificazione entro breve tempo.
Appresa la notizia, l’assessore al Patrimonio e all’edilizia scolastica della Provincia di Ascoli Ubaldo Maroni ha detto: «Gesti come quello della notte scorsa sono ancor più odiosi perché commessi ai danni di un patrimonio che serve a far studiare e crescere i nostri ragazzi. Non solo condanniamo senza appello questo gesto ma ci impegniamo ad agire come quando lo scorso anno qualcosa di simile avvenne all’Istituto professionale di Stato “Ceci” di Ascoli Piceno. Individuati i colpevoli, abbiamo agito legalmente nei loro confronti tanto che proprio nei giorni scorsi la Provincia ha incassato dalle rispettive famiglie oltre 17 mila euro a titolo di risarcimento dei danni».

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