LUMEZZANE – “Comunque vada…devi sapere che noi non ti lasceremo…mai da sola!!? E’ il messaggio esposto dal centinaio di tifosi della Samb saliti a Lumezzane per la delicata sfida salvezza dello stadio Comunale. Onda d’Urto, Baldi Giovani, Milano, Nucleo Firenze, 1977, Assenti Presenti, Cioffi vive, Acab e Samballati gli striscioni al seguito. Dopo una settimana, l’ennesima, d’inferno, hanno potuto festeggiare una vittoria in trasferta attesa dallo scorso settembre. Lo hanno fato insieme alla loro squadra, quei ragazzi che hanno sostenuto, coccolato, accolto nelle case, finanziato e tanto altro ancora. San Benedetto si è stretta attorno a Zanetti e compagni, la Samb ha risposto alla grande. Alla fine abbracci, baci, lacrime: hanno vinto i tifosi e la squadra. Il resto non conta. Soldini? Il 1977 gli ha dedicato uno striscione assai pungente (“Se vuoi un futuro incerto: vota Soldini Alberto!?), in riferimento alla sua candidatura in Parlamento; alla fine, of course, cori contro a iosa.
Ma torniamo alla gara del tifo. Deprimente il colpo d’occhio del Comunale: 600 tifosi, dei quali, come detto, 100, ospiti; assenti le curve, lo stadio rossoblu contempla una tribuna coperta e una gradinata: piccola, bassa, con una vetrata che attutisce il tifo. La pista d’atletica rende ancora meno coinvolgente l’impianto valgobbino. Difficile in virtù delle citate premesse, tifare alla grande. Ancora di più se si è in un centinaio. Ci hanno provato i sostenitori nostrani, molto vivaci nello sbandierare vessilli, per l’intera durata della partita.
Mancava la controparte: appena una decina (avete letto bene) gli ultras di casa, dietro all’insegna Warriors e con un tamburo e un paio di bandieroni
Unica pecca in merito agli ultras marchigiani, la scollatura tra i gruppi della Nord e il 1977, leggermente defilato. Ne ha risentito, nel complesso, il tifo di marca rossoblu, ad eccezione dell’ultima porzione di gara – tradotto: dopo il gol del vantaggio siglato da Docente -, quando sulle ali dell’entusiasmo il settore ospiti ha cantato con estrema compattezza.
E alla fine è andata come è andata. Scene di giubilo; i giocatori, il segretario, il massaggiatore. Nessun altro. A Soldini saranno fischiate le orecchie.

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