ACQUAVIVA PICENA – Pubblichiamo di seguito l’intervista ad Alvaro Gasparrini e Vittorio Ricci, rispettivamente presidente e segretario del Circolo Culturale 6 luglio 1799, riportata in versione semi-integrale sul numero 618 del magazine Riviera Oggi. Poco conosciuto nella cittadina, numerose sono, al contrario, le iniziative promosse sinora dall’ente, che reclama maggiore attenzione e collaborazione da parte del Comune e delle altre associazioni cittadine.

Nato alla fine del 2002 su iniziativa di un gruppo d’amici, il Circolo Culturale 6 luglio 1799 (visitabile in Internet al sito www.acquaviva1799.it) trae origine dalla data della presa di Acquaviva da parte del generale – brigante Sciabolone. Unico ente del posto ad essere iscritto come associazione nel Registro Regionale del Volontariato (settore cultura), alla sua gestione compete la Biblio…Tronica, che vanta una ricca e variegata collezione di volumi.

Quando e a che scopo è nato il Circolo Culturale 6 luglio 1799?
Su nostra iniziativa, tra il 2002 ed il 2003, allo scopo di dare maggior lustro a storici personaggi acquavivani, quali, fra gli altri, Celso Ulpiani e Amedeo Crivellucci: di quest’ultimo abbiamo riedito il volume Una Comune nelle Marche, che era andato esaurito. Inoltre, per ravvivare nei cittadini l’interesse alla cultura e alle tradizioni locali.
Perché è stata scelta come denominazione la data “6 luglio 1799??
Perché è legata alla presa di Acquaviva da parte di Sciabolone, un evento poco conosciuto che avevamo intenzione di riporre all’attenzione dei compaesani attraverso un’approfondita ricerca storica.
Quali sono le più importanti iniziative realizzate sinora?
Oltre alla riedizione dell’opera di Crivellucci e Ulpiani, abbiamo organizzato un convegno sugli insorgenti contro i giacobini alla fine del ’700, nonché un corso sulle pajarole, con tanto di attestato rilasciato ai partecipanti, fra cui una bambina di sette anni. Abbiamo pubblicato, inoltre, dei racconti su personaggi noti e meno noti di Acquaviva e, lo scorso anno, una mini guida turistica sulla cittadina ricca di cenni storici e d’interessanti curiosità.
Quali, invece, i progetti di prossima attuazione?
Se supportati da adeguati aiuti economici, iniziative editoriali quali la pubblicazione delle opere umanistiche di Celso Ulpiani e, successivamente, degli studi a carattere scientifico. Vorremmo promuovere, inoltre, la rievocazione storica della presa di Acquaviva, sostenuta da un’approfondita ricerca su fonti locali e non. Infine, desidereremmo impinguare il settore della biblioteca dedicato alla storia locale.
Come procede la gestione della Biblio…Tronica e perché questo nome?
Il nome è legato alla possibilità che offriamo agli utenti di richiedere in prestito i volumi anche tramite posta elettronica. Per i residenti è prevista la consegna gratuita a domicilio entro ventiquattr’ore. La nostra biblioteca è, purtroppo, poco frequentata, a testimonianza dello scarso interesse degli acquavivani per la lettura. Abbiamo messo gratuitamente a disposizione delle strutture ricettive del paese i nostri libri, al fine d’incentivare, almeno nei turisti, l’interesse per la lettura, ma l’iniziativa non ha avuto successo, a causa, soprattutto, dell’indifferenza degli albergatori.
Come sono i rapporti con le altre associazioni cittadine (Pro Loco, Palio del Duca, San Francesco, ecc…)?
C’ignorano abilmente, forse perché non vogliono avere concorrenti. L’unica che ci riserva un po’ d’attenzione è l’Associazione Palio del Duca.
E con l’Amministrazione Comunale?
Non c’è feeling. Abbiamo chiesto in passato al Comune di prestarci i propri fondi librari per arricchire la nostra biblioteca, ma abbiamo ricevuto un secco rifiuto. La scorsa estate, rispondendo ad un pubblico bando, abbiamo fatto domanda per essere inseriti nell’albo delle associazioni cittadine, con tanto d’opportuna documentazione, e ancora dobbiamo conoscerne l’esito. Questo ci penalizza perché, nel caso in cui avessimo i requisiti giusti, non possiamo sfruttarli per la realizzazione dei nostri progetti. In compenso, tuttavia, nel frattempo sono spuntate nuove associazioni: non ci sarà, forse, di mezzo un motivo politico? I buoni amministratori, quando vengono eletti, devono fare gli interessi di tutti i cittadini: sia di chi li ha votati sia di chi no. Il nostro Circolo Culturale è costituito da soci (una ventina) appartenenti a partiti diversi l’uno dall’altro, eppure andiamo ugualmente d’accordo, sebbene abbiamo, rispetto a determinate questioni, punti di vista differenti!
Ultimamente avete promosso Il Libro del Contadino. Da cos’è nata l’idea?
Da una serie d’appunti che tempo fa gli autori, Francesco Di Girolamo e Alfredo Merli, avevano messo su carta, nella speranza di trovare qualche editore che li rivedesse e pubblicasse. Noi abbiamo offerto loro il nostro aiuto e così, dopo dieci anni, hanno finalmente coronato il loro sogno. Il libro è stato accolto in modo entusiasmante dalla cittadinanza, nonostante i tentativi di qualcuno di far fallire l’iniziativa o di accaparrarsene tutto il merito.
Che cos’è la cultura e che funzione dovrebbe avere?
Tutto è cultura, se si è mossi da un sano desiderio di conoscenza e si ammette la propria ignoranza. Considerata la piccola realtà acquavivana, fare cultura nel nostro paese significa ravvivare l’interesse per le tradizioni locali e far riscoprire ai cittadini le proprie radici; piuttosto che invitare questo o quel personaggio famoso.

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