SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cronaca di una giornata bestiale. Di seguito proveremo a descrivere quanto accaduto in giornata, basandoci esclusivamente sui fatti. In seguito ci sarà spazio per i commenti.
ORE 12, ASPETTANDO IL RAGIONIERE Viene indetta la conferenza stampa del ragionier Stefano Santilli, uomo di Soldini. Il ragioniere viene però trattenuto dalla Guardia di Finanza. Arriva in sede all’una e inizia a parlare con i giornalisti soltanto un’ora e trequarti dopo l’appuntamento fissato. Nella sala stampa intanto si erano radunati moltissimi tifosi.
ORE 13,15 SIMEONI, TOCCATA E STOP Fuori dallo stadio vi è la presenza di Daniele Simeoni, allenatore lo scorso anno al Rende (C2), e in precedenza a Rovigo, Castel di Sangro e Sassuolo (C2), oltre che ex giocatore di Ternana e Chieti. Simeoni non vuole rilasciare però dichiarazioni ufficiali. Era stato contattato da Massimo Giacomini, commentatore Sky, che era presente allo stadio in un fantomatico ruolo di “consulente tecnico?. Simeoni, ad ogni modo, non era a conoscenza della situazione della Samb e sembra non aver intenzione di accettare alcun incarico in queste condizioni, anche se alle 17:30 era ancora in sede a parlare con il ragionier Santilli.
ZANETTI, SGUARDO DI FUOCO, VOCE DI VERITA’ Per verificare le parole del ragionier Santilli Stefano, sono stati chiamati i calciatori. Zanetti, portavoce della squadra, molto nervoso al suo fianco, ha atteso di avere la parola e poi ha detto: «Il 22 febbraio ci sono stati dati degli assegni personali di Soldini il quale, poi, ci ha detto che si era sbagliato e non potevamo incassarli subito. Ci è stato riferito dunque di poterli cambiare successivamente alla partita Fermana-Samb. Il lunedì siamo venuti tutti qui allo stadio ma non c’era nessuno. Così il martedì, il mercoledì e il giovedì, giorno in cui sono giunte le dimissioni dello staff tecnico. Poi, casualmente, dopo l’intervento di “Striscia la Notizia?, la segretaria ha ricevuto una chiamata di Soldini che diceva che potevamo recarci in banca a riscuotere l’assegno. Stamattina ci siamo recati a ritirare gli assegni ma non c’erano fondi».
CROCI, TUONI E FULMINI Nella sala stampa gremita e ribollente, è intervenuto Remo Croci, inveendo contro Santilli che, in precedenza, lo aveva additato come una delle cause della situazione della Samb. Croci ha ripercorso i passaggi dell’accordo con Soldini dello staff tecnico sambenedettese. «Il giovedì prima di Fermana-Samb è venuto con Franco Fanali e ha tirato giù un foglio dei compensi di novembre e dicembre: io e Andrea Zinnia facemmo le somme dei contratti e Soldini staccò 15 assegni sul conto di credito Maccarese. Disse che gli assegni erano buonissimi e che i ragazzi potevano incassarli dopo la partita. Io dieci 13 assegni in sede perché mancavano Di Dio, De Rosa e De Pascale. Poi ho avuto modo di parlare con Soldini successivamente e mi ha detto «sono protestato, sono rovinato, Paterna e Mastellarini hanno portato all’incasso un assegno». Mi disse di riferire ai ragazzi che l’assegno poteva essere incassato soltanto lunedì mattina e non, come precedentemente affermato, la domenica. Alla squadra ne parlò Zanetti e poi si sono verificate le cose che già sapete». Croci ha ribadito la necessità di dimettersi dall’incarico perché «io ho rispetto per me stesso».
LA TIFOSERIA ZITTISCE IL RAGIONIERE Il ragionier Santilli Stefano da Roma, chissà perché mandato a San Benedetto dall’uomo candidato alla Camera dall’ex P.M. di Mani Pulite Antonio Di Pietro (ma cosa succede?), ha cercato di spiegare che «l’emissione degli assegni è stato un errore di Soldini perché si trattava di assegni personali». Tuttavia nella sala stampa, gremita da poliziotti e carabinieri, è montata la protesta legittima dei tifosi che hanno gridato ripetutamente a Santilli di «non mettere più piede a San Benedetto», di «pagare i calciatori», e altre espressioni colorite. Pur in una situazione surriscaldata, la reazione della tifoseria non è degenerata e non è stata inutile e anzi, c’è da sottolineare l’estrema dignità di chi non non ha intenzione di far credere di avere la sveglia al collo.
PARLA IL RAGIONIER SANTILLI STEFANO Santilli è stato scortato negli uffici di segreteria da Polizia e Carabinieri, e qui si è incontrato con la sola stampa, in un’atmosfera molto tesa anche qui. Il ragionier Santilli Stefano ha detto «che è stato in Guardia di Finanza per il dissequestro definitivo delle quote bloccate per il crack Gaucci». Inoltre è stato dato un mandato ad un legale di intervenire perché «Grassani è un professionista che opera in nome e per conto della Samb dal 2001, e adesso chiede l’istanza di fallimento. Non capisco perché in tutti questi anni Grassani non abbia fatto nulla, chiedendo a noi una parcella di 126 mila euro più un ulteriore 15%». Lunedì prossimo Santilli si recherà nuovamente dalla Guardia di Finanza per parlare dell’istanza di fallimento di Grassani. Santilli ha poi argomentato variamente le sue posizioni, riportando le parole di Soldini su tante diverse trattative in corso (addirittura la Samb sarebbe in vendita entro la prossima settimana e in lizza ci sarebbero tre o quattro gruppi: ma sembra uno stratagemma). Il ragioniere infine ha affermato che i debiti della Samb ammontano a 2,5 milioni di euro (ma se a settembre erano a circa 1,5 milioni! Ma come candidare al Parlamento un imprenditore d’assalto del genere!). Il ragionier Santilli Stefano ha anche commentato la nota diffusa dalla vecchia proprietà, confermando che Mastellarini garantisce gli stipendi dei calciatori ancora con la sua fidejussione, mentre le sue parole sono state vaghe in merito a quella che ci sembra una notizia da verificare meglio, ovvero che le voci non comprese nel bilancio sono a carico della vecchia società (e quivi va inserito Grassani?). Per capire il tono dell’inviato speciale Santilli Stefano: si è rifiutato di dare il proprio numero di telefono ai giornalisti (!); ha fatto sintomatiche espressioni di disgusto riguardo Colonnello («gli avevamo detto di non parlare»; di che?, non è dato saperlo); ha affermato che «contro la Fermana vincevo anche io»; ha concesso il bis dell’espressione riservata a Colonnello quando ha sentito il nome di questa testata.
SCAVARE, SCAVARE, SCAVARE, SCAVARE… cosa è accaduto tra Paterna, Mastellarini e Soldini? Ma c’è un altro argomento che l’intera città – e qui chiamiamo in causa tutti i politici locali, specie coloro che si candidano al Parlamento e alla guida di San Benedetto – deve sapere: come fa l’imprenditor Soldini Alberto di Roma ad essere candidato al Parlamento italiano? Chi ha presentato Soldini a Di Pietro assegnandoli addirittura un posto di elezione certa, se non risulta che l’uomo di Maccarese abbia mai fatto politica prima di oggi, e superando quindi i funzionari di partito che da anni credevano al togato di Mani Pulite? Caro Antonio Di Pietro, perché non ci rispondi?
(continua…)

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