SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un fenomeno in aumento, per quanto impegno si possa mettere nella prevenzione. Il consumo di droga, anche a San Benedetto, sembra oggi legato non solo a fattori come le precarie condizioni sociali ed economiche in cui vive chi ne finisce vittima (potremmo definire questo un consumo indotto “dal basso?), ma anche a stili di vita definiti con involontaria comicità “vincenti?, reclamizzati da certi mezzi di comunicazione: un consumo indotto “dall’alto?.
Spiegazione che sembra appunto rendere conto anche di ciò che accade a San Benedetto e nel territorio di sua competenza socio-sanitaria, dove negli ultimi anni è diminuito il consumo di eroina e di ecstasy ed è aumentato notevolmente quello di cannabis e di cocaina. Già droga per “vip?, quest’ultima, che si diffonde ormai in tutte le fasce sociali. Ma l’eroina resta comunque la “sostanza d’abuso primaria?, come spiega il direttore del Servizio tossicodipendenze (Sert) della Asur 12, dott. Claudio Cacaci.
Ma almeno è diminuito a San Benedetto il numero di morti per overdose: due nel 2005, in alcuni anni nessuno, mentre fino alla metà degli anni ’90 se ne avevano anche cinque o sei all’anno. Continuano invece ad aumentare ogni anno – e di molto – i nuovi utenti del Sert, ubicato ora nei pressi del vecchio pronto soccorso, dietro l’ospedale civile. Il Sert fornisce assistenza di vario tipo, da quella psicologica, a quella forse più nota, che è la distribuzione di farmaci come il metadone.
Nel 2005 il servizio ha avuto in cura 440 persone, quasi tutti maschi (391 contro 49 femmine), con 86 nuovi utenti, molti in una fascia di età giovanissima: 18 in quella tra 15 e 19 anni, 26 in quella tra 20 e 24 anni, gli altri di età superiore. L’anno precedente erano in cura 416 persone e i nuovi utenti erano stati 64.
Alcuni nel frattempo vengono inviati nell’unica comunità di recupero presente nella zona della Asur 12, la comunità “Le patriarche? a Montefiore dell’Aso: nel 2005 sono stati 70, di cui 65 maschi. Altri riescono a disintossicarsi. Ed è questo punto che intervengono i servizi sociali del comune (responsabile la dott.ssa Paola Scatasta), con borse lavoro per il reinserimento, invero poco numerose e poco “ricche?. Ma dall’apertura del Sert (allora con altro nome) nei primi anni ’80, le cartelle di tutti i pazienti trattati sono ormai 1313.
Tra le attività del Sert c’è oggi anche quella di prevenzione, con l’attività dei “Centri di informazione e consulenza? (Cic), esercitata in determinati periodi soprattutto nelle scuole superiori. I ragazzi possono rivolgersi individualmente agli specialisti per avere informazioni, ma a volte si svolgono incontri con gruppi più ampi, come è avvenuto sabato 11 febbraio nell’aula consiliare del comune, tra il dott. Cacaci e gli studenti del Liceo classico di San Benedetto.
Per il primo aprile il Sert organizza una giornata di studio sulle droghe con i medici di medicina generale. Dal 2005 il servizio svolge anche l’attività di ambulatorio alcologico e antifumo (grazie all’opera delle psicologhe Paola Apolloni e Simona Olivieri e della pneumologa del reparto di medicina, dott.ssa Carolina Sergiacomi).
Ma come spiega ancora il dott. Cacaci «il Sert si occupa soltanto della “punta dell’iceberg? del fenomeno droga». Un ampio settore di consumatori più o meno occasionali, di sostanze più o meno “leggere?, sfugge quasi completamente alle statistiche. Intanto Cacaci rifiuta la distinzione tra droghe “leggere? e “pesanti?: «tutte le sostanze stupefacenti sono dannose – dice – ciascuna con le proprie caratteristiche. Ma sia chiaro che non esistono stupefacenti inerti o che non facciano danni». Posizione più volte ribadita, anche a prescindere dalla legge Fini, che ha da poco concluso il suo iter con l’approvazione: «non l’abbiamo ancora letta – dice Cacaci – ma come ogni legge ne vedremo gli effetti almeno tra un anno».

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