SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ nervoso, risponde al cellulare, ma appena sente che dall’altra parte della cornetta c’è un giornalista, quasi si pente di averlo fatto. Italo Schiavi sembra sentire il peso che la chiamata di Alberto Soldini gli ha messo addosso.
Giocatore rossoblu a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, sulla panchina della Samb targata Gaucci nella stagione ’95-’96, Schiavi ieri ha risposto no alla richiesta dell’imprenditore romano e, almeno per ora, non intende cambiare idea.
«Non ho niente da aggiungere a quanto ho dichiarato ieri», taglia corto. Ovvero: a queste condizioni – stipendi non corrisposti e Samb nel caos più totale – non intendo sedermi sulla panchina rossoblu. Dichiarazioni però che aveva rilasciato agli altri quotidiani locali, visto che al collega Flammini aveva risposto, lapidario, con un «non mi ha contattato assolutamente nessuno per questa vicenda». Mah…
Insistiamo: Zanetti ci ha confessato che lei, stamane, ha fatto visita alla squadra, presso la palestra dove si è allenato il gruppo.
«Non sono stato a vedere la squadra, la mia è stata una visita di cortesia».
Zanetti oggi pomeriggio è stato chiaro in proposito. Quale il motivo della sua visita? Sta pensando di prendere in mano la gestione tecnica della Samb?
«Ripeto: non sono stato a parlare con la squadra, ma l’ho fatto con due o tre giocatori. Perché sono andato? Per salutare il mio amico dottor Marcelli».

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