MARTINSICURO – Pur di passare la frontiera era disposti a fare un intero viaggio rinchiusi dentro una valigia. Questa l’incredibile trovata escogitata da una banda specializzata nell’immigrazione clandestina che per consentire ad alcuni extracomunitari di sbarcare nel nostro paese.
A smantellare l’organizzazione sono stati i carabinieri del comando provinciale di Teramo, coordinati dal sostituto procuratore David Mancini, che al termine di un’operazione avviata lo scorso ottobre, hanno arrestato tre persone, mentre un quarta è tuttora ricercata. Dieci gli indagati a piede libero.
Al vertice della banda c’era il 38enne, Massimo Ciapanna, 38 anni, di Martinsicuro, che operava sull’asse Abruzzo-Marche-Romania, supportato da Riccardo Napoliello, 35 anni, pregiudicato, anche lui originario di Martinsicuro, a cui era affidato il compito di riprodurre tutti i documenti necessari per attraversare il confine e soggiornare in Italia, apponendo sigilli di Stato perfettamente contraffatti. L’attività criminale messa in piedi era molto redittizia: il prezzo richiesto ai clandestini per arrivare era di ben 2.500 euro. Una volta giunti nel Belpasese venivano forniti documenti e permessi di soggiorno falsi.
L’organizzazione ‘reclutava’ le persone in Romania, munendole dei lasciapassare necessari per l’ingresso in Italia, tramite la collaborazione di titolari di strutture ricettive senza scrupoli.
I militari hanno accertato, inoltre, che alla frontiera, quando sorgevano problemi nel corso dei controlli, i doganieri chiudevano un occhio con cifre oscillanti tra i 100 e di 200 euro per ogni clandestino. A fare da intermediario tra la Romania e l’Italia era Valentin Mihail Stroita, 29enne cittadino romeno. Il capo dell’organizzazione, a seconda delle necessità, si spacciava per avvocato o per poliziotto, assicurando a chi volesse entrate in Italia la bontà dei documenti che avrebbero poi trovato una volta giunti a destinazione.

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