SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «E’ un’ipotesi che mettiamo da parte». Gianluca Colonnello è lapidario in merito all’eventualità che la Samb-squadra metta in mora la Samb-società. «Siamo un gruppo di 25 persone, ogni decisione la prendiamo insieme – precisa – non vogliamo recare danno a questa squadra. Tiriamo avanti finchè possiamo, con la speranza che al più presto possa muoversi qualcosa».
Nel mezzo di una situazione disperata (eufemismo), l’unica consolazione (può bastare?) giunge dal gruppo. Quei giocatori, finiti ‘ieri’ nell’occhio del ciclone, oggi sono il simbolo di una tifoseria che non intende smettere di lottare. Insieme a loro: la gente di San Benedetto si sta muovendo per aiutare la squadra in tutti i modi. Come? Offrendo loro la possibilità di mangiare e pernottarte gratuitamente. Non è poco.
Gianluca Colonnello sta facendo la sua parte. Chioccia, insieme a Zanetti, nello spogliatoio, figura che si espone, fuori. Oggi ha perfino diretto l’allenamento. Accolto con un lungo applauso dalla quarantina di tifosi rimasti al Riviera delle Palme al termine della seduta di lavoro, il difensore rossoblu ha parlato a nome di tutti i suoi compagni. Fermo perché bloccato da una contrattura alla gamba – domani riprenderà regolarmente – ha valutato positivamente il lavoro svolto: «Abbiamo fatto bene. Per domani il programma è quello solito: mattino in palestra, pomeriggio in campo. Il nuovo allenatore (è corsa, insistente, voce che l’indiziato numero uno fosse Italo Schiavi, ndr)? Non sappiamo niente, anche se è chiaro che abbiamo bisogni di una guida tecnica e di un preparatore dei portieri. Al solito non s’è fatto vivo nessuno; non sappiamo cosa fare. Soldini? Che altro dire: fosse stato in panchina, domenica scorsa, ci avrebbe aiutato».
Le ultime parole, le più sentite, sono per coloro che lo stanno ascoltando, in religioso silenzio, e che stanno mostrando alla squadra grande affetto. «Parlo a nome di tutta la squadra: constatare la vostra vicinanza ci dà speranza e ci aiuta ad andare avanti. Ringraziamo, davvero col cuore, tutti i tifosi e la gente di San Benedetto per il loro comportamento. Sotto questo aspetto si sta già muovendo qualcosa; credo che tutti insieme si possono risolvere tanti problemi. Di una cosa sono certo – conclude il difensore abruzzese -: la Samb, per la storia che ha, non merita tutto quello che sta passando; non lo meritano i suoi tifosi, che con la squadra penultima in classifica ha saputo portare 1.500 persone in trasferta (a Fermo, ndr)». Ma questa è un’altra storia.

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