SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Procede l’iter per la definizione e l’approvazione del “Piano di assetto idrogeologico? da parte dell’Autorità di bacino interregionale del fiume Tronto. Il 7 marzo si riunirà il Comitato istituzionale, il 9 il Comitato tecnico, per la stesura delle “norme tecniche di attuazione? del Pai. Un documento che tra le altre cose indicherà le zone a rischio esondazione lungo il percorso del fiume.
Sull’argomento intervengono i Verdi, tramite il loro segretario provinciale Pietro D’Angelo, chiedendo una «ragionevole nuova perimetrazione» delle zone a rischio. Il riferimento, in particolare, è ad una zona nel comune di Monteprandone: «Si ritiene assurdo e insostenibile – si legge in una nota – la disponibilità manifestata dall’Autorità di bacino di ridurre il livello di rischio di esondazione E4/E3 in E2 nella zona posta a nord del rilevato della superstrada Ascoli-Mare del comune di Monteprandone, cioè a poche decine di metri dall’alveo del fiume Tronto e contestualmente ribadire, attraverso vincoli, per le zone di Ragnola o del centro di Porto d’Ascoli, situate a più chilometri dal fiume, una classificazione a massimo rischio di esondazione E4/E3. È privo di ogni ragionevole fondamento considerare tali aree, più a rischio di esondazione della zona industriale di Monteprandone».
Per questo i Verdi rivolgono un appello al comune di San Benedetto e a tutti i componenti dell’Autorità, per modificare l’attuale elaborato, anche per rendere omogeneo il Pai sul Tronto rispetto ai Piani dell’Autorità di bacino regionale e dell’Autorità di bacino del Conca-Marecchia e del Tevere.

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