SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Amministrazione comunale, Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno Settore Ambiente, Energia e Genio Civile, ARPAM di Ascoli Piceno, Vigili del Fuoco: questi gli enti che hanno partecipato alla seconda sessione della Conferenza dei Servizi indetta dal comune per valutare il progetto definitivo dell’impianto energetico integrato che la PicenAmbiente Energia Spa dovrebbe realizzare nell’area dell’ex-discarica comunale.
Quest’ultima ha consegnato alla Conferenza dei Servizi tutta la documentazione tecnica richiesta mentre il dirigente comunale ing. Germano Polidori ha presentato un documento con le risposte a Cittadinanzattiva da parte della ditta appaltatrice. Si tratta di 18 quesiti che l’associazione ha consegnato alla PicenAmbiente lo scorso 27 gennaio e che il Commissario Iappelli ha ricevuto il 28 febbraio.
La Conferenza dei Servizi ha effettuato un esame preliminare della documentazione tecnica prodotta e si è riservata a compiere una valutazione definitiva dopo l’analisi di dati tecnici ulteriori. In sostanza la PicenAmbiente Energia Spa dovrà realizzare uno studio accurato sull’impatto ambientale che avranno le emissioni di polveri dall’impianto, sia quelle dei processi di combustione interni sia quelle derivanti dall’aumento del traffico veicolare a causa dei camion che trasporteranno in loco le biomasse. Questo complesso studio previsionale necessiterà di almeno tre mesi di analisi, pertanto la Conferenza dei Servizi ha deciso di aggiornarsi ad una prossima seduta che si terrà presumibilmente a giugno.
Per quanto riguarda le risposte ai quesiti, la Conferenza ha dato l’immediata disponibilità ad incontrare i rappresentanti di Cittadinanzattiva. Ricordiamo che il suddetto progetto riguarda in primis la chiusura e la messa in sicurezza della discarica Colle Sgariglia sita nel quartiere Ponterotto. Successivamente l’area dovrebbe essere riconvertita realizzando una centrale energetica a biomasse e biogas, ai fini di produrre energia elettrica e termica a partire da fonti rinnovabili come potature di piante e residui di legname. L’acqua calda prodotta arriverebbe poi nell’area di viale De Gasperi tramite una rete di teleriscaldamento. Cittadinanzattiva e i residenti di Ponterotto continuano a manifestare dubbi circa l’impatto ambientale della centrale, apportando come esempio negativo la centrale a biomassa di Orciano (PS). Ebbene, in sede di Conferenza la PicenAmbiente ha tenuto a precisare che si tratta di un paragone assolutamente non fondato, in quanto quella centrale è ben 51 volte più grande di questa, in termini di tonnellate annue di biomasse impiegate.

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