SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sequestrate le palestre Corpus di San Benedetto e Cossignano. Di più: in manette Bruno Campoli, 52enne di Montalto Marche, nonché proprietario delle due strutture in questione, personaggio molto conosciuto nell’ambiente del body building.
L’accusa è di ricettazione, detenzione e immissione in commercio di farmaci anabolizzanti e stupefacenti introdotti clandestinamente sul territorio nazionale in violazione della legge antidoping. L’inchiesta, avviata da mesi dai carabinieri del Nas di Napoli e coordinate dal pm Antonio Clemente, rientra nell’operazione “Golia?, che ha portato all’arresto di 17 persone (sei in carcere, le restanti ai domiciliari), soprattutto nel Napoletano, ma anche in altre regioni, e al sequestro di altre tre palestre e una farmacia.
Ad incastrare Bruno Campoli sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche effettuate dai carabinieri di Napoli, i quali, nella giornata di ieri, oltre a mettere i sigilli nella sopramenzionate palestre, hanno provveduto a sequestrare 300 prescrizioni e 15mila tra fiale e compresse a base di sostanze dopanti. Il tutto per un valore complessivo di circa 300mila euro.
E sull’increscioso episodio di cronaca è voluto intervenire l’assessore allo sport di San Benedetto Nino Capriotti, il quale ha rimarcato che “i fatti di cronaca di queste ore, che coinvolgono anche il nostro territorio, ci confermano che non si fa mai abbastanza per informare la gente sui rischi derivanti da una interpretazione distorta della pratica sportiva?.
“Naturalmente non entro nell’aspetto giudiziario della vicenda – ha proseguito Capriotti -, ma appare ormai evidente che la pratica di assumere sostanze pericolose per migliorare, direi drogare, le prestazioni sportive una volta era riservata a pochi ambienti, oggi è sempre più diffusa anche tra chi pratica sport a livello amatoriale?.
Infine l’assessore traccia la linea da seguire per il prossimo futuro: “Sono sempre troppi coloro che non capiscono che i rischi sono altissimi, che la vita può andarsene improvvisamente. Noi cerchiamo di fare un’opera di informazione e soprattutto di prevenzione.
Ricordo l’acquisto dei defibrillatori sistemati nei principali impianti sportivi del territorio, sottolineo la collaborazione con le ASUR per una campagna volta a incrementare il ricorso alla certificazione medica sportiva e soprattutto quella di prossimo avvio sulla corretta alimentazione degli sportivi svolta in collaborazione con l’ASUR 13 e il Comune di Colli del Tronto. Proseguiremo su questa strada perché lo sport è strumento per stare e sentirsi meglio, non per portare alla rovina le persone?.

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