È vero, come dice De Angelis, che il centro storico è spopolato e vuoto di iniziative?
È una valutazione molto pessimistica. L’apertura dei centri commerciali negli ultimi anni ha indebolito i piccoli paesi, ma Ripatransone può vantare molte attività commerciali nel centro storico. Il nostro obiettivo è creare un sistema di piccoli commercianti: solo in un progetto organico si può dimostrare una forza nuova, ed è quello che stiamo facendo negli ultimi anni. Abbiamo presentato il progetto di “Arredo urbano?, dove otto commercianti hanno avuto finanziamenti per ristrutturare le proprie attività; poi abbiamo presentato quello dei centri commerciali naturali dove altri dodici commercianti hanno aderito e ristrutturato le proprie attività. Soprattutto abbiamo realizzato l’iniziativa dei buoni acquisto dell’Euroleone, cui hanno aderito 33 commercianti. La situazione non sarà bella, ma dobbiamo continuare a lavorare insieme, pubblico e privato, per cercare di frenare questa emorragia, soprattutto nel tentativo di recuperare quelle tremila famiglie che abitano al di fuori del centro storico.
Quali sono stati i risultati del “Centro Commerciale Naturale??
Positivi: hanno aderito 197 famiglie e 33 commercianti. Ogni famiglia ha preso in media circa 80 euro in buoni, per un totale di circa 16000 euro di buoni distribuiti. La cosa positiva è che è stato un momento in cui consumatore e venditore si sono avvicinati, senza contare che non sono poche 197 famiglie alla prima iniziativa del genere in questo paese. La speranza è che si possa andare avanti per la stessa strada anche col nuovo bando 2006 per i centri commerciali naturali. Proprio nella riunione d’inizio gennaio si è discusso di proseguire con l’Euroleone, che non stravolgerà il commercio del paese, ma è comunque un inizio.
Cosa non funziona, invece, riguardo ai Comitati di Quartiere?
Il nostro è un territorio grandissimo e i comitati di quartiere dovrebbero avere una funzione di aggregazione e socializzazione. All’inizio, però, questi comitati hanno indicato prevalentemente in ogni frazione cosa funzionava e cosa no, trascurando i compiti di cui dicevamo sopra. Ora, in alcuni di questi quartieri sono presenti da anni circoli, comitati di festeggiamento e quant’altro: questa presenza ha smorzato l’incisività dei comitati di quartiere, proprio perché erano già radicate sul territorio certe realtà. Dunque, la necessità adesso è quella di ristudiare la situazione valorizzando maggiormente le associazioni e i comitati presenti nel territorio, senza sovrapporre ad essi altre strutture.
De Angelis ha anche criticato l’utilità di un palazzetto così grande. Lei che dice?
La presenza del palazzetto per il nostro paese è fondamentale: abbiamo due società sportive calcio che militano in prima categoria; un circolo tennis dinamico e vivace che svolge scuola tennis in estate e ora anche nel periodo invernale; l’associazione Ripa volley che lo utilizza per gli allenamenti e le partite, senza contare quei gruppi che ne usufruiscono a livello amatoriale. Inoltre, esso viene utilizzato anche dalle scuole.
A livello urbanistico e ambientale quale sarà il futuro di Ripatransone?
L’amministrazione sta portando avanti quanto stabilito nel piano regolatore del 2000. Il nostro territorio è vincolato a livello di tutela paesaggistica al 95%: ciò vuol dire che poche sono le aree di sviluppo. Non si possono quindi prevedere nuovi insediamenti differenti da quelli esistenti o da quelli previsti nel piano regolatore. La necessità, invece, è il recupero delle aree dismesse e degradate, soprattutto quelle riguardanti l’interno di Ripatransone.
I country house e alloggi bed&breakfast di Ripatransone sono in grado di soddisfare l’esigenza turistica di chi vuole visitare la cittadina?
Molte sono le attività presenti sul territorio, che si trovano però in zone decentrate: nostro compito è quello di portare qui i turisti. Anche al centro, però, ci sono importanti strutture ricettive: io sfido a trovare altri paesi di 4500 abitanti, di cui 1400 solo del centro, che hanno tre attività ricettive all’interno del paese!
Come sono i rapporti con la minoranza di centrodestra?
La minoranza di Ripatransone fa il suo lavoro cercando di vedere il bicchiere mezzo vuoto, mentre noi dobbiamo lavorare cercando di vederlo mezzo pieno. Purtroppo loro a volte sono troppi pessimisti: contando che sono arrivati quasi 7.000.000 di euro di finanziamenti in tre anni e mezzo, forse qualche volta potrebbero dare anche loro un messaggio positivo, anche perché sono soldi che ricadono sulla nostra città. Io mi auguro che per il futuro ci possa essere più collaborazione da entrambe le parti, perché più dialogo c’è più si lavora meglio.
Fra poco a San Benedetto ci saranno le elezioni amministrative. Indipendentemente dall’esito, cosa vi auspicate dalla prossima giunta sambenedettese?
Il Comune di San Benedetto deve tornare ad avere un ruolo forte, con grande unità e autorità. Che porti avanti, soprattutto, un progetto di sviluppo che non accentri troppo ma che guardi anche al territorio circostante.

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