SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Conferme importanti per Pietro Colonnella, candidato al quarto posto della lista Ds al Senato: è questo il primo dato emerso dal discorso del segretario nazionale Piero Fassino, intervenuto mercoledì 1 marzo al Palacongressi di San Benedetto, di fronte ad una sala gremita da più di mille iscritti e simpatizzanti del suo e degli partiti del centrosinistra, seduti e in piedi.
A conclusione di un giro elettorale nelle Marche, Fassino ha raggiunto il Palacongressi accolto dal candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari, che oltre a fare gli onori di casa gli ha donato un dipinto dell’artista locale Paolo Annibali. Candidato sindaco poi citato in un passaggio del discorso del segretario.
Gaspari ha salutato l’assemblea in parte criticando la politica delle privatizzazioni del centrodestra locale (citate la vendita della farmacia comunale e la tentata vendita delle ex scuole del Paese alto e Ponterotto), in parte interpretando la proliferazione delle liste civiche con un ritorno alla politica da parte dei cittadini.
Oltre a Gaspari hanno portato il loro saluto il segretario provinciale Mauro Gionni, e i tre candidati alle politiche del 9 e 10 aprile: lo stesso Colonnella, poi Giovanni Ferrante (7° in lista al Senato) e Patrizia Rossini (sindaco di Castel di Lama, 11ª alla Camera). Sul palco, tra gli altri, il vicepresidente della regione Luciano Agostini e della provincia Emidio Mandozzi.
Fassino ha assicurato la «rappresentanza in Parlamento o nel governo di tutti i territori delle Marche», confermando così l’intenzione di perseguire uno degli scenari prefigurati nei giorni scorsi. Il dato di partenza è la probabile elezione di tre senatori soltanto nella circoscrizione delle Marche. Il primo scenario: l’elezione di Colonnella previe dimissioni di Guido Calvi, nominato sottosegretario. Il secondo: la nomina dello stesso ex presidente della Provincia alla stessa carica nel governo nazionale.
Il segretario Ds ha parlato a braccio per più di un’ora, toccando tutti i principali argomenti della politica nazionale, dall’andamento dell’economia, partendo dai dati Istat 2005 diffusi proprio in giornata, alle condizioni di vita dei cittadini, dal «fallimento della politica economica del governo di centrodestra» alle proposte per un governo di centrosinistra. Su temi come famiglia, scuola, anziani, condizione delle donne (la partecipazione femminile al mondo del lavoro è di molto inferiore in Italia rispetto alla media europea). Ma anche imprese, con particolare riferimento ai mercati internazionali e all’utilità del sostegno dell’Europa unita.
Persone ed imprese: passaggi particolarmente applauditi sono stati quelli riguardanti i giovani, la precarietà del lavoro, l’incertezza sul futuro. Altrettanti settori di intervento, secondo Fassino, di un eventuale governo di centrosinistra. Così come il turismo grazie al patrimonio artistico, e alla valorizzazione dei porti negli scambi tra il Mediterraneo e l’Asia, con il sostegno strategico dell’Unione Europea.
Infine la politica: Fassino ha accreditato il centrosinistra come lo schieramento che dal 2001 ha perseguito l’unità, vincendo tutti gli appuntamenti elettorali intermedi, anche contro campagne elettorali molto mediatiche, ma sempre più inefficaci in termini di voti. Lunghi applausi e strette di mano, prima del rientro a Roma.

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