SAN BENDETTO DEL TRONTO – “In relazione all’articolo del 27 febbraio a firma Giovanni Desideri dal titolo: “Caos oculistica: confermata la sospensione del concorso per il nuovo primario? dobbiamo precisare che il Tribunale per i Diritti del Malato, di cui sono coordinatore, non si ritiene sul piede di guerra, né tanto meno prepara iniziative di protesta.
L’incontro con il dott. Olivieri non è dovuto a nostra iniziativa ma a volontà dello stesso dottore che è venuto a trovarci per illustrare la situazione che si è venuta a creare nel reparto dopo il pensionamento del dott. De Franco. D’altra parte i fatti ci erano già noti anche per le lagnanze che alcuni cittadini ci avevano presentate.
Siamo perfettamente consapevoli: che un moderno ed attrezzato dipartimento d’emergenza, come quello che, almeno a parole, è stato promesso a San Benedetto non può prescindere anche da un esperto chirurgo oculista; che, inoltre, diversi oculisti operano all’interno del nosocomio (il numero lo abbiamo appreso dall’articolo del vostro Desideri) lasciando scoperti e il servizio dell’emergenza e quello chirurgico sia pure minore in “day surgery?.
Si sospendono le procedure concorsuali relative all’assunzione di dirigenti sanitari e non si pensa all’eliminazione degli sperperi? E pensare che l’intera riforma del sistema sanitario regionale era partita all’insegna della loro eliminazione.
Quanto costa, in termini di mobilità passiva la migrazione dei circa mille casi di chirurgia oculistica in migrazione verso le altre zone, ma soprattutto verso il vicino Abruzzo dove operano validi professionisti ben affermati nella nostra zona? Se non il dott. Belligoni, cosa ne pensa il dott. Aprile, direttore generale della strabiliante invenzione tutta marchigiana chiamata Asur?
Tutto ciò è però ascrivibile anche a nostra colpa nell’aver trascurato completamente il problema e dal non esserci opposti fermamente, al momento della sua presentazione, al piano regionale di riordino ospedaliero del settembre 2004.
Ricordo perfettamente che nello stesso periodo in due sedute della conferenza dei sindaci della Zona 12, alla quali sono stato gentilmente invitato, ho posto, ai sindaci presenti, il problema della non omogenea distribuzione delle specialità nei tre ospedali della provincia, per cui sul totale delle 27 funzioni specialistiche, munite di posti letto, raggruppate nelle cinque aree funzionali omogenee (Afo), ne erano presenti: 18 nella zona 11, ben 20 nella zona 13 e solamente 16 nella zona 12. Ne deriva che per ben 4 specialità i nostri cittadini sono destinati a scomode trasferte nei confronti dei cittadini dell’ascolano. Da notare poi che, nello stesso piano, per San Benedetto era prevista l’oculistica (a livello chirurgico) sia pure senza posti letto mentre non era prevista la neurochirurgia per Ascoli che invece è stata concessa. Evidentemente paghiamo lo scotto della mancanza di “blasone? provinciale.
Il tutto alla faccia delle conclamate intenzioni di un “welfare marchigiano, equo, solidale e di qualità?! Nessuno, dei reggitori delle sorti delle nostre comunità, di qualsivoglia colore politico, reagì alle mie parole.?

*coordinatore comunale Tribunale per i diritti del malato

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