SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è stata una Samb stellare, macchissenefrega? Sono arrivati tre punti e il primo, pur se non ufficiale, verdetto: Fermana in C2, le altre a sgomitare per evitare gli spareggi.
Una Samb ancora in convalescenza ha comunque messo a segno i due gol con Berardi dopo appena 18 minuti, e a quel punto i rossoblu hanno controllato complessivamente bene la squadra di mister Izzotti. Chimenti ha impostato la Samb con un 4-4-2 molto accorto, con Berardi mezza punta, e uno Scandurra forse un po’ troppo solo. Buono il rientro di Faieta, un giocatore finito nel dimenticatoio, mentre in difesa l’esperienza e i centimetri di Zini e Colonnello si sono notati.
Ma non c’è tempo per guardare indietro: domenica arriva il Pavia e per la Samb non è possibile compiere dei passi falsi. Una vittoria, addirittura, farebbe precipitare anche i lombardi nella lotta per non retrocedere (il Pavia è a quota 30, la Samb a 25). Per compiere l’impresa (lo sarebbero due vittorie consecutive dopo aver aspettato i tre punti così tanto tempo) serve la stessa grinta mostrata a Fermo, e sapientemente immessa, insieme a tanta serenità, dal clan dei sambenedettesi arrivati alla guida tecnica della Samb. Che hanno anche il compito di sciogliere le eccessive tensioni che si sono create tra tifosi, stampa e presidente Soldini, perché solo parlando è possibile capire le opinioni e le necessità dell’altro e quindi mediare.
Sarebbe bello, domenica prossima, ritrovare un “Riviera delle Palme? in stile Ballarin, in onore di Francesco “Lu Bomber? Chimenti, anche perché se la Samb vorrà salvarsi dovrà fare appello allo spirito guerriero (da non confondere con violento) che da sempre contraddistingue chi veste la maglia rossoblu. Ci aspettano dieci battaglie, come ha ben ricordato il coordinatore rossoblu Remo Croci.

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