FERMO – “Presidente senza umiltà non sei degno della nostra città!!?. Così si chiudeva il comunicato stampa reso noto dalla curva Nord venerdì scorso e questo è stato il messaggio d’apertura, tenuto appeso in vetrata per l’intero primo tempo, dai 1.500 (forse qualcosa in più) sostenitori sambenedettesi presenti quest’oggi al Bruno Recchioni per il ‘derby’ tra Samb e Fermana. Un seguito, quello dei tifosi nostrani, ancora una volta impressionante.
“Soldini: ci hai offeso…scordati il nostro rispetto!?; recitava, più o meno, un altro striscione mostrato dopo pochi minuti dal via delle ostilità, a riprova del fatto che la gente di fede rossoblu si è legata al dito le parole poco carine pronunciate dall’imprenditore romano nei loro confronti domenica scorsa, in occasione dell’incandescente faccia a faccia andato in scena dopo la gara contro il Ravenna.
Tornando all’incontro di oggi pomeriggio, il colpo d’occhio del pubblico di casa era a dir poco desolante: poche anime nei distinti, solo un paio di centinaia in curva Duomo, dove erano appese le insegne di Brigate Gialloblu, Ricercati, Wallace Clan e Nucleo. L’ultimo posto in classifica non può bastare per giustificare un seguito davvero mediocre.
Quando dici le combinazioni: anche in casa canarina partiranno pesanti e reiterati insulti all’indirizzo del presidente gialloblu – Battaglioni in sala stampa commenterà con un laconico “ci sono abituato?.
Squadre in campo. Non viene preparato nulla di speciale sulla sponda fermana, mentre in curva Mare vengono sventolate un buon numero di bandieroni, bandiere e bandierine, unitamente all’accensione di qualche fumogeno.
Pronti, via, arrivava il gol di Berardi su punizione. Esplodeva il settore occupato dagli ultras rivieraschi, mentre ammutolivano Brigate Gialloblu e soci. A cercare il pelo nell’uovo, gli ospiti avrebbero potuto sfruttare meglio il proprio potenziale – immenso – e invece le zone ai lati della curva Mare non partecipavano con la dovuta convinzione.
Arrivava, di lì a poco, il gol del raddoppio che ingigantiva l’entusiasmo dei sostenitori rivieraschi. Farà seguito un altro striscione, stavolta però all’indirizzo dei tifosi fermani, rei, all’andata, di avere offeso la memoria di Massimo Cioffi, lo storico ultras a cui è intitolata la curva sambenedettese.
Una discreta sciarpata in curva Mare chiuderà i primi 45 minuti.
Il secondo tempo si apriva con l’esposizione, da parte di Onda e soci, delle insegne dei vari gruppi. I consueti cori ritmati, molto prolungati, venivano intervallati da canti spezzati che sortivano un buon impatto sonoro. Ma solo sporadicamente venivano toccati picchi molto elevati. Il sostegno era comunque continuo e la gara, che scorreva via senza tanti sussulti, non infiammava gli animi delle rispettive fazioni.
Il dopo partita era tutto per Francesco Chimenti, che, insieme alla squadra, si presentava sotto il settore degli ospiti per festeggiare la prima vittoria della sua gestione. Intanto dentro l’impianto canarino rimbombava quel coro che una trentina di anni fa abitava gli scalini dello stadio Ballarin. Come faceva? Chiedetelo a “Chimenti go-go-gol?…

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