SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle loro vene il sangue rosso è misto al blu. Senza paura di smentite, la sambenedettesità del nuovo staff tecnico della Samb è a prova di bomba. Questo pomeriggio infatti, di ritorno dal ritiro romano, si sono presentati, in maniera informale, gli uomini che hanno preso il posto di Giuseppe Giannini e del suo staff. Erano presenti il nuovo tecnico Francesco Chimenti, il collaboratore tecnico Tiziano Manfrin, oltre che a Remo Croci, giornalista Mediaset e in passato già dirigente della Samb e il collaboratore Andrea Zinnia. Senza dimenticare gli assenti Luigi Voltattorni, vice allenatore, e Flavio Pozzani, preparatore dei portieri.
Remo Croci, attualmente in veste di team manager (ma in realtà i ruoli di tutti non sono stati, forse volontariamente per il momento, incasellati in precise definizioni), ha ripercorso i momenti che hanno condotto alla formazione dello staff: «Domenica sera Andrea Zinnia mi ha chiamato chiedendomi una mano per ricomporre una organizzazione, nel tentativo di portare alla salvezza la Samb in queste ultime 11 giornate. Come potevo dire di no? Credo che qualunque sambenedettese, in un momento del genere, non poteva tirarsi indietro».
Ecco allora l’immediato giro di telefonate, il pranzo con Soldini di lunedì mattina: «Abbiamo cominciato a lavorare senza contratti, non pensando a queste cose. Noi promettiamo trasparenza e impegno. Ci tengo comunque a puntualizzare che il nostro lavoro riguarda la parte tecnica, la società viene gestita invece totalmente da Soldini».
Domenica si va a Fermo, per una sfida da brividi: «Ma se siamo qui è per strappare la Samb alla C2».
Francesco Chimenti è di poche parole, ma, come al solito, è schietto e chiaro: «Sono qui per salvare la Samb: io ho la mia pensioncina, e quindi la mia unica preoccupazione è far bene, non importa se alla fine del campionato devo andar via. Come potevo dire di no? Se si chiede una cosa del genere a me, o a un Simonato, ad un Manfrin, come possiamo tirarci indietro?».
Riguardo il modulo tattico, la Samb giovedì scorso ha provato il 4-4-2, ma a Fermo non è detto che la squadra giochi con due punte e con il trequartista (Berardi) alle spalle. Probabilmente si cercherà di tenere difesa e centrocampo più compatti possibili. Una certezza è però il recupero di Colonnello, giocatore che è «stato trattato male e trascurato» dalla passata gestione. Riguardo i rapporti con Giannini, è parso chiaro, sin dal primo giorno del ritiro, come per molti giocatori questi fossero deteriorati. La squadra, per una serie di fattori che ovviamente non stiamo qui a ripetere, è parsa ai nuovi tecnici molto tesa nei primi momenti, mentre poi, con il passare dei giorni, l’atmosfera si è anche rilassata.
«Noi abbiamo bisogno di calciatori che, oltre al fatto tecnico, abbiano le caratteristiche da noi richieste», spiegano Chimenti e compagnia. Caratteristiche che devono essere quelle dell’ardore, della grinta, della voglia di vincere. In un futuro prossimo potrebbe pensarsi anche a sfoltire l’attuale rosa per lavorare su di un gruppo compatto, ma attualmente, si ripete, «abbiamo bisogno di tutti». Ma l’ammonimento è che «se qualcuno darà fastidio al gruppo» allora non si esiterà a mandarlo via.
Ad ogni modo, domani la squadra svolgerà la sgambatura finale al “Ciarrocchi? di Porto d’Ascoli: per l’uso di questo impianto ci dovrebbe essere, a breve, un nuovo incontro tra Soldini e la dirigenza del Porto d’Ascoli (l’accordo cercato in precedenza è poi svanito). Al gruppo si aggregherà Akassou, mentre si valuteranno le posizioni di De Rosa e Di Dio (il primo ha una squalifica di quattro giornate, il secondo svolge attualmente il ruolo di terzo portiere).
«Sia chiaro, noi non siamo qui per coprire alcuna situazione – spiega Croci – Il nostro unico scopo, lo ripeto, è salvare un patrimonio della città. Per quanto mi riguarda, non esiterei ad abbandonare se dovessi vedere che ci fossero delle situazioni ambigue alle nostre spalle». A domanda diretta, anche Chimenti risponde che, nel caso in cui accadessero degli eventi spiacevoli, «non esiterei ad andare contro la mia stessa società, figuriamoci». Chimenti ha rivolto anche un appello anche alla tifoseria, affinché stia vicina alla squadra in un momento tanto difficile.
«Il nostro impegno – conclude Croci – fa scaturire anche un momento di riflessione: siamo tutti sambenedettesi e ci stiamo prendendo le nostre responsabilità. Si dice sempre che gli imprenditori locali hanno paura di prendere la squadra per le reazioni dei tifosi. Ma nessuno di noi vive con la scorta, e andremmo tranquilli per la città qualsiasi cosa accada. Quello che occorre è trasparenza e limpidezza, e a quel punto non ci saranno mai problemi. Vorremmo, dunque, che a partire da questa esperienza, si possa cominciare a pensare anche ad una Samb interamente sambenedettese».

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