SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La sigla può sembrare un ossimoro: il “Comitato di lotta pro Convento Clarisse?, l’associazione sorta per chiedere che si sbloccasse la pratica urbanistica necessaria alla costruzione del nuovo convento al Ponterotto, e che minacciava l’astensione in massa dal voto, ammaina il vessillo della lotta.
Decisione presa durante una riunione che si è svolta nel salone parrocchiale di San Benedetto Martire al Paese alto. Il comitato prende atto – come si legge in un comunicato – “della buona volontà, espressa attraverso la stampa, dal commissario straordinario, dal dirigente ing. Germano Polidori coadiuvato dall’ing. Marco Cicchi, di dotare il comune, in breve tempo, del “Piano acustico?, onde consentire alle suore Clarisse l’ampliamento del convento?.
Si ricorderà che il comune di San Benedetto ha già un Piano acustico, risalente al 2000, ma che in base ad una normativa approvata dalla regione Marche nel 2001 ed entrata in vigore nel luglio 2005, tale Piano va adeguato, anche su richiesta della Provincia, competente per l’approvazione definitiva della variante urbanistica. A tale adeguamento i tecnici comunali stanno lavorando da mesi ed entro fine marzo, o massimo fine aprile, il nuovo Piano sarà approvato e la vicenda risolta.
Portavoce del comitato è il prof. Pietro Pompei (già responsabile diocesano delle comunicazioni sociali), che dà appuntamento nello stesso salone parrocchiale per il 10 marzo, nel caso in cui la situazione non dovesse sbloccarsi: ma come detto difficilmente si avrà una soluzione per quella data. Pompei ricorda comunque la grande attenzione sollevata dalla vicenda, sia in chi vive condizioni di disagio socio-economico, sia da parte di turisti che sanno della presenza del convento “Santa speranza? in città.

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