RIPATRANSONE –Cosa pensa del lavoro di questa amministrazione comunale come cittadino e come avversario politico?
In un piccolo paese, in una realtà come la nostra, i programmi si assomigliano tutti, sono molto simili. Tutto poi dipende dalle priorità che ogni gruppo si dà, da ciò ognuno giudica più o meno importante. L’obiettivo è lo stesso, cioè far crescere il nostro paese e renderlo più vivo, ma poi ognuno ha un suo personale modo di vedere e realizzare i propri propositi. L’amministrazione in carica sta facendo cose anche apprezzabili, tra l’altro si sanno proporre molto bene, vanno spesso sui giornali, fanno spesso conferenze. Ma dall’idea bisogna arrivare ai fatti e secondo me è dimostrabile in qualsiasi momento che del lavoro che si erano prefissati ne hanno realizzato appena il 50 %.
Cosa cancellerebbe di ciò che ha realizzato questa giunta?
Per cominciare, prendiamo l’impegno sui comitati di quartiere che loro portano avanti come obiettivo principale: si evidenzia poco che i loro propositi in questo senso sono tutti falliti. Altro problema è lo spopolamento del centro storico, che vediamo sempre buio, poco organizzato, o la questione del turismo che non va oltre i tre o quattro pulmann che arrivano a Ripatransone in un anno. Certo, stanno facendo bene alla Valtesino, come il Pip, le attività produttive artigianali, quei grandi capannoni che però al paese portano poco o nulla. Inoltre, c’è un palazzetto dello sport che non ha le funzionalità per poter essere sfruttato al meglio: è un edificio molto grande, costoso e i ricavi non soddisfano le uscite. È una vera e propria perdita, insomma.
Ha qualche proposta che potrebbe essere utile?
Lo sviluppo industriale è fondamentale perché l’industria dà molta importanza al paese, è il cuore del paese e su di essa si deve lavorare molto. Ripatransone non ha mai sofferto di occupazione e favorire aspetti come questi serve soprattutto a portare soldi, a garantire un territorio più ricco. Quello che mi preoccupa di più è il turismo: il problema è quello di non favorire un turismo “mordi e fuggi?, in cui si sia interessati solo ai musei o altro e poi si scappi via. Il turismo che il mio gruppo vorrebbe vedere è quello che garantisce un servizio a lungo termine per questi turisti, migliorando le strutture alberghiere. In parte lo stanno facendo certo, ma bisogna fare di più soprattutto riguardo al centro storico, che bisogna assolutamente far rivivere. Quando ero giovane Ripatransone era un paese vivo, la piazza era “vissuta?… ora non c’è più nessuno, non c’è vivacità, non c’è vita. È giusto dare importanza alle periferie, ma non a discapito del centro storico, perché Ripatransone è soprattutto il centro storico. Tra l’altro, un’altra critica che faccio a questa amministrazione è quella di non dare una grande supporto al commercio locale: i commercianti locali si lamentano, anche perché è venuto a mancare il centro storico come centro pulsante della città. Neanche la soluzione del centro commerciale naturale ha funzionato, perché alla fine si vende poco comunque e lo stratagemma dei punti non ha portato i risultati sperati.
Qual è l’idea di politica alla base del suo lavoro?
Come uomo di destra mi sento legato a quello che potrebbe sembrare tradizionalista, come la famiglia, il dovere, il lavoro.
Come siete cambiati a livello elettorale?
Dal 1993 ad oggi sono passati tredici anni e c’è più esperienza. In questa amministrazione ci sono elementi molto preparati, bravi e competenti ma il resto lascia molto a desiderare. Noi diamo il nostro contributo e facciamo le nostre proposte durante il consiglio, ma poche volte viene accettato. Un rammarico grande è che Ripatransone si sta sviluppando troppo nel settore urbanistico, c’è secondo me quasi un’anarchia urbanistica, uno scarso controllo sulla proliferazione urbana e sull’ambiente. Altra cosa negativa, il fatto che non ci siano più i CORECO (Comitati Regionali di Controllo): mentre prima le delibere dovevano passare per questi comitati, ora per farle controllare bisogna per forza fare una denuncia. Questo non solo complica il dialogo tra opposizione e maggioranza, ma è sintomo anche di una minore trasparenza.
Cosa ne pensa dell’arrivo di tedeschi, inglesi e olandesi nei casolari ripani?
È bene che vengano, l’unica cosa negativa è che sembra non abbiano problemi di soldi e quindi possono pagare qualunque cifra mettendo in difficoltà magari un ripano che non può competere con certi prezzi. Inoltre, la presenza di questi stranieri sarebbe anche vantaggiosa se contribuissero allo sviluppo economico di Ripatransone, comprando i nostri prodotti. È anche importante il fatto che questa gente compri e ristrutturi i vecchi casolari, ma devono farlo in maniera trasparente, senza snaturare la campagna, con piscine e case coloniche.

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