STADIO: Bruno Recchioni. Pare difficile crederlo, ma parentesi cadetta a parte, lo stadio gialloblù ha sempre rappresentato una sorta di ‘cattedrale nel deserto’ per la tifoseria fermana. All’indomani dell’ampliamento dello stadio per meglio ospitare le squadre della B – rifacimento della curva, nuovi spogliatoi e tribuna stampa, allargamento e rifacimento del terreno di gioco, recinzioni in plexiglas – la capienza viene portata a circa 9.000 posti. Troppi. Lo stadio canarino è sempre pressoché vuoto, numeri da serie dilettantistiche per una città, è vero, piccolina, ma che non mostra un minimo di orgoglio nel difendere la propria storia, almeno in ambito calcistico. Abbonati e paganti latitano, la città e la provincia – Ascoli e Samb ‘tirano’ – si mostrano indifferenti. Numeri impietosi anche in questa prima parte di stagione: 153 abbonati e presenze che sinora non hanno mai superato le mille unità.
Un vero peccato, alla luce del fato che l’impianto canarino, dalla conformazione molto british per via degli spalti a ridosso del settore di gioco, ha un’acustica più che apprezzabile e dunque, con presenze degne di questo nome, potrebbe rappresentare l’arma in più per la squadra gialloblù.
TIFOSERIA: Dispiace dirlo ma i cugini canarini si contendono – si fa per dire… – insieme ai tifosi del Lumezzane, del Pizzighettone, del San Marino e di poche altre realtà, la palma di peggiore tifoseria dell’attuale C1/A. E non ci pare un’esagerazione perché da queste parti numeri e calore sembrano non essere i benvenuti. Solo la ‘parentesi’ della serie cadetta nella stagione 1999-2000 è riuscita a scaldare gli animi dei fermani – quell’anno ben 4.000 spettatori di media al Recchioni – per il resto le presenze domenicali sugli spalti gialloblù hanno sempre lasciato a desiderare (esempio: quest’anno gli abbonati sono 153, mentre la media casalinga si aggira sulle 650 unità). Lo stesso patron Battaglioni ha messo più di una volta il dito nella ‘piaga’, sentendosi in dovere di fare appelli alla città e di avvertirla che con pochi incassi ai botteghini in serie C è dura tirare avanti. Eppure, ogni stagione è la stessa storia.
Alcune parole sul movimento ultras canarino. Il gruppo di spicco della curva Duomo sono le Brigate Gialloblù 1974 nate in seguito alla fusione dei preesistenti Panthers ed Ultras. Attualmente in curva affiancano le BG il Nucleo Fermano e il Wallace Clan (ispiratosi all’eroe scozzese). Tanti vuoti – o meglio, ‘voragini’ – nel settore ultras in occasione delle esibizioni casalinghe dei gialloblù ed esigua la presenza in trasferta, anche se i citati gruppo vanno comunque elogiati alla luce del fatto che non è affatto facile convivere con una realtà borghese e apatica come quella fermana. Quel poco che viene fatto in ambito ultras va loro almeno riconosciuto.
Gli eventi da ricordare per la tifoseria fermana sono la finalissima per la C1 (poi vinta) sul neutro di Ferrara contro il Livorno (annata ’95-’96), con 2.000 canarini a cercare di tener testa a oltre 10.000 labronici e la trasferta di Battipaglia – ultima giornata del torneo edizione 1998-’99 – col gol storico di Mastrolilli che regalò la B ai 3.000 scesi in Campania.
Rivalità: Civitanova, San Benedetto e Ascoli. Amicizie con Pescara (pare piuttosto raffreddatasi) e Avezzano.

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