ACQUAVIVA PICENA – Pubblichiamo di seguito l’intervista ad Alfredo Merli e Antonio Rossetti (pubblicata con ottimo riscontro sul numero 616 del magazine Riviera Oggi), due storici elementi dei Cantori di Sant’Antonio(il secondo dei quali è anche tesoriere dell’ente promotore dell’evento), ai quali abbiamo chiesto di parlarci delle origini del loro gruppo e della recente edizione di Jeme a cantà Sant’Antonie.
Promossa dall’Associazione Pro chiesa San Francesco, in collaborazione con i Frati Agostiniani Scalzi del Convento San Lorenzo Martire, e patrocinata dal Comune di Acquaviva Picena, Jeme a cantà Sant’Antonie ha festeggiato quest’anno il suo ventunesimo anniversario. Nata nel 1985 per riportare in vita una pagina di storia locale particolarmente cara alla cittadinanza, quella delle pasquelle, l’iniziativa s’avvale, sin dall’inizio, del preziosissimo contributo dei Cantori di Sant’Antonio.
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Quando s’è costituito il gruppo dei Cantori di Sant’Antonio?
È stato l’allora sindaco Filippo Gaetani a ideare nel 1985 Jeme a cantà Sant’Antonie, allo scopo di rispolverare la tradizione dei “canti di questua?. In quell’occasione si costituì il gruppo dei Cantori, che, inizialmente, era formato solo da quattro elementi. I cittadini ci accoglievano con polli, dolci, conigli, uova e prodotti suini, com’accadeva un tempo coi pasquellari. Tutto questo “ben di Dio? veniva poi offerto ai ristoratori per la preparazione del banchetto per gli anziani. Oggi, invece, riceviamo da tutti soltanto delle offerte con le quali paghiamo il pranzo agli ultrassessantaquattrenni di Acquaviva.
Com’è andata la cerca quest’anno?
Molto bene e meglio che in passato: abbiamo raccolto 5.400 euro. Ogni anno le offerte aumentano e in maniera corrispondente cresce anche il numero dei Cantori: sono in tanti quelli che chiedono d’entrare nel nostro gruppo!
Chi sono generalmente più generosi ed accoglienti: gli abitanti del paese o quelli della campagna?
Non vi è differenza. Per ovvi motivi, sono le ditte le più generose. In ogni caso, la gente ha capito che il fine della questua è organizzare una festa per 300 persone, perciò nessuno si mostra reticente. Pure i Cantori stessi danno il loro personale contributo. Addirittura anche i bambini, nel loro piccolo, offrono qualcosa. È commovente il loro esempio!
Quando e com’è nato il gemellaggio con la Congrega degli Scozzesi del Carnevale Storico offidano?
Nel 2004, per volere dell’assessore al Turismo Andrea Infriccioli. Fino allo scorso anno ci siamo incontrati ad Acquaviva, quest’anno, invece, ad Offida. Abbiamo trascorso davvero un’allegra serata in compagnia!
Potete raccontarci un aneddoto curioso su di loro?
Amanti del nettare di Bacco, il loro motto è: “Un bicchiere di vino raso?.
Com’è andata la visita alla parrocchia di San Savino?
Molto bene! Anche questa è stata un’altra grande occasione di festa: sia per la commovente accoglienza che ci hanno riservato gli abitanti del posto sia per l’amicizia con don Lanfranco!

Appartengono al gruppo alcune personalità illustri del posto, quali Giuliano Cameli, campione del mondo d’organetto (attualmente all’estero), il sindaco Tarcisio Infriccioli, nonché l’assessore al Turismo Andrea Infriccioli, al quale abbiamo chiesto di parlarci del suo coinvolgimento coi Cantori.
“Sono stato – ci ha detto – da sempre un appassionato e un sostenitore delle tradizioni. La delega come assessore ai Rapporti con le Associazioni conferitami dal sindaco ha accresciuto indubbiamente questo mio interesse tanto da spingermi a seguire i Cantori, da quattro anni ormai, nella loro avventura. Quella di Jeme a cantà Sant’Antonie è un’iniziativa davvero lodevole. Si pensi alla fatica cui gli acquavivanti vanno incontro per 7-10 giorni, girando per tutti e 30 i km del territorio comunale, tra freddo, pioggia e, a volte, neve e gelo. Un apprezzamento particolare va a tutti loro, che da ben 21 anni si prodigano, lasciando per oltre una settimana il proprio lavoro, al solo scopo di raccogliere la somma necessaria per offrire il pranzo agli ultrassessantaquattrenni del paese?.

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