SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È un groviglio o garbuglio la questione che riguarda il Centro polifunzionale in costruzione in zona San Giovanni a San Benedetto, vicino alla Coop, di cui Sambenedetto Oggi ha svelato la natura l’11 gennaio di quest’anno.
Vi verranno ospitati sedici ambulatori medici, pressoché di tutte le specialità. E poi un presidio di volontariato nell’ambito della protezione civile, una sede del centro riabilitativo Santo Stefano, un centro benessere, un centro fitness, la sede di un noto istituto bancario. Inoltre alcuni uffici per la società di certificazione dei bilanci Tecnosoa di San Benedetto, e studi di avvocati e commercialisti. Ma anche locali per musica dal vivo. Importanti trattative sono tutt’ora in corso, per ospitarvi la sede di un importante istituto pubblico.
Salvo che la Procura della Repubblica di Ascoli ha avviato un’“attività conoscitiva? a seguito delle segnalazioni inoltrate da Alleanza nazionale, su una presunta irregolarità: il via libera ad una variante al progetto iniziale il 9 settembre 2005, successivo all’approvazione del Piano di assetto idrogeologico (Pai), nel luglio dello stesso anno, da parte dell’Autorità interregionale di bacino del fiume Tronto, che ha bloccato le pratiche edilizie in una zona considerata “a rischio? intorno al fiume stesso. Il Centro, secondo il Pai, si trova in zona E3, che vuol dire “elevato rischio di esondazione?.
Ma è da notare che l’approvazione del Pai è una prima approvazione, e che per il momento sono scattate le “norme di salvaguardia?. Per l’approvazione definitiva si dovrà attendere ancora qualche mese.
L’“attività conoscitiva? della Procura tenderà a individuare possibili irregolarità nel procedimento, in un tempo che è stimabile in 2 o 3 mesi. Poi gli inquirenti decideranno se aprire o no un fascicolo a carico di qualcuno.
Né si tratta dell’unico ostacolo per il proprietario dell’immobile, che è la ditta “Troiani & Ciarrocchi snc? di Monteprandone (e non la “Centro servizi piceni srl?, come pure risulta dal cartello esposto all’esterno del cantiere). Il proprietario ha presentato le sue osservazioni al Pai e incrocia le dita perché vengano accolte, per “salvare? l’investimento di alcuni milioni di euro effettuato per realizzare la struttura. La sostanza di queste osservazioni è che un muro di contenimento esterno al palazzo possa rappresentare una adeguata misura di “mitigazione del rischio? di esondazione del Tronto.
L’analisi delle osservazioni da parte dell’Autorità (che ha sede ad Ascoli, viale Indipendenza 2) dovrebbe concludersi entro aprile. Le riunioni sono iniziate nel dicembre 2005, l’ultima si è svolta lunedì 20 febbraio e la prossima è prevista per giovedì 9 marzo. Vi prendono parte i tecnici di vari enti, tra i quali i comuni attraversati dal fiume, distribuiti in tre regioni: Abruzzo e Lazio (sebbene per un breve tratto), oltre che Marche.
L’interesse di tutti, naturalmente, è che si arrivi ad una rapida approvazione del Pai da parte dell’Autorità, previo il parere vincolante della regione Marche e le opportune modifiche, che permettano di sbloccare l’attività edilizia nella zona sud di San Benedetto.
Nel frattempo, sul Centro polifunzionale, si svolge una specie di sfida a distanza tra i tecnici comunali e il proprietario dell’immobile: proprio alla luce delle norme stabilite dal Pai.
In virtù della variante approvata il 9 settembre sparisce dal disegno del piano interrato la suddivisione in box e garage, aumentando al contempo l’altezza da 3 a 4,65 metri. Renato Ciarrocchi, della ditta proprietaria e costruttrice del Centro, sostiene che cambierà la destinazione urbanistica di questo piano, e che verranno realizzate attrezzature tra cui una piscina. Più prudentemente, il dirigente del settore urbanistica e lavori pubblici, ing. Germano Polidori, invita ad attendere l’esito della discussione sul Pai.

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