A proposito degli stravaganti slogan della “Lista San Benedetto per San Benedetto” di cui ci siamo occupati, il lettore Daniele Primavera ci ha scritto un commento che ci piace riprendere.
«Ho trovato più divertente un volantino distribuito, che arriva a coniare il termine “Portodascolanità?. È andata bene: potevano dire, che so, “Ragnolità? o “Sentinità? o “Agrarietà?! Ma dal momento che Porto d’Ascoli non è un quartiere, ma una frazione, forse dovremmo provare a declinare altre parole, tipo: “Centobuchità? (o ancora “Centubocosità? e “Centobucaggine?. Finalmente un po’ di folklore in una campagna elettorale, tutto sommato, finora grigia e densa di veleni».
Un commento che, assieme all’impareggiabile slogan coniato dalla Lista “San Benedetto per San Benedetto? – «Affinché Porto d’Ascoli non diventi un quartiere» – ci fa venire in mente un gustoso aneddoto che agli amici racconta Mario Petrelli, illustre poeta e scrittore grottammarese.
Non parlando inglese altrettanto bene come l’idioma de Llegrotte, trovandosi a transitare da turista per l’aeroporto di Miami, in Florida, Petrelli ebbe la fortuna di scovare fra la folla un tale che parlava non solo in italiano, ma con l’inconfondibile inflessione tipica delle nostre parti. E alla spontanea domanda «Che, sei di San Benedetto?», l’altro rispose piccato: «No, sono di Ragnola». E alla replica di Petrelli «Vabbè, sei di Porto d’Ascoli…», l’altro chiuse senza appello la questione insistendo quasi sdegnato con un «No, io sono di Ra-gno-la».
Ha ragione dunque il lettore Primavera, al frazionismo non c’è davvero limite. E vai col folklore in campagna elettorale…

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