SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «È solo una questione tecnica. Entro 3-5 mesi potrebbe essere rilasciata la concessione edilizia»: così l’ing. Marco Cicchi, responsabile dell’ufficio pianificazione e programmazione urbanistica del comune di San Benedetto, a proposito dei ritardi nell’iter che condurrà alla costruzione di un nuovo monastero per le suore Clarisse, in contrada Valle Oro, quartiere Ponterotto.
Una questione su cui interviene anche il candidato sindaco per l’Unione Giovanni Gaspari, in risposta alle polemiche su questi ritardi, sollevate da un comitato appositamente costituito dal sig. Pietro Pompei, con circa 200 adesioni e una minaccia di astensione dal voto, in segno di protesta.
In un comunicato stampa Gaspari ricorda i passaggi già effettuati: «La variante al Piano regolatore è stata approvata con il consenso di tutti in consiglio comunale, il 17 novembre 2004 (…). L’adozione definitiva è avvenuta il 21 aprile 2005» (da una piccola zona “per attrezzature religiose? – oggi le suore di clausura ospitate sono sei – ad una più grande, ottenuta appunto tramite il cambio di destinazione di una zona già “a verde pubblico? e di una “di completamento-residenziale?. Sarà così possibile ospitare alcune decine di suore e costruire una chiesa di circa 350 posti. Il progetto è dell’architetto Adele Ciarrocchi).
La variante – è Cicchi a riprendere il filo – doveva a questo punto essere ratificata dalla Provincia di Ascoli Piceno, che ha chiesto, oltre ad altre integrazioni nella documentazione, anche quella riguardante il Piano acustico: uno strumento di cui il comune di San Benedetto si è dotato sin dal 2000. Come mai allora la richiesta della Provincia? È stato a causa della normativa regionale approvata nel 2001 ed entrata in vigore nel luglio 2005, che prescriveva “aggiornamenti? non tanto di contenuto, quanto di forma: cartografie redatte seguendo indicazioni grafiche diverse da quelle utilizzate. Ed altre non meno formali.
Proprio in virtù della richiesta di documentazione integrativa, dall’approvazione del 21 aprile 2005, è stata oltrepassata l’entrata in vigore della nuova normativa regionale, cui oggi la variante per il nuovo monastero deve sottostare: unico caso di variante che si trovi in questa condizione. Ma è anche vero che già da diversi mesi gli uffici del comune (l’ufficio ambiente, oltre a quello urbanistica) stanno “adeguando? il proprio Piano acustico. Per l’approvazione da parte del commissario straordinario si dovrà attendere ancora qualche settimana. Forse la fine di marzo, forse la fine di aprile. Ma non molto di più. La Provincia ha già approvato la variante, vincolandola alla nuova “zonizzazione? del Piano.
E a quel punto potrà partire l’iter per il rilascio della concessione edilizia. È appena il caso di ricordare che il Piano acustico consiste appunto nella divisione del territorio comunale in zone, con l’indicazione dei rispettivi livelli di decibel da non superare: più decibel per le zone industriali, come si capisce, meno per quelle residenziali.
Tornando ora a Gaspari, il candidato dell’Unione si unisce al comitato nel lamentare le lungaggini comunali, che a suo dire avrebbero potuto essere evitate con una più decisa azione politica, ricordando che altre autorizzazioni erano già state concesse in passato per la residenza delle suore. Gaspari sottolinea infine il prestigio aggiuntivo per la città di San Benedetto derivante sia dalla presenza della badessa dell’ordine delle Clarisse suor Patrizia, sia da un monastero di rilievo nazionale come quello che si andrà a costruire.

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