GROTTAMMARE – Essendo venuto a conoscenza dell’imminente pubblicazione di articoli che riguardano la mia struttura turistica adibita a pescaturismo/ittiturismo, aperta la scorsa estate sul lungomare di Grottammare, ritengo doveroso inviarvi anche la mia opinione in merito facendo appello alla vostra indubbia professionalità in materia di par condicio.
L’attività che ho avviato la scorsa estate era assolutamente in regola con la normativa vigente che si ispira ad un principio che è stato addirittura recentemente pubblicizzato dall’on. Scaltritti sulla stampa come sua proposta di legge (la legge ha radici già nel 1982 e viene poi perfezionata in più occasioni): si vuole salvare la piccola pesca dalla profonda crisi in cui versa da anni integrandola con attività connesse, come quella di offrire ospitalità in strutture a disposizione del pescatore o nella sua abitazione, di far degustare prodotti ittici locali che valorizzano le nostre tadizioni marinare, far conoscere le pratiche di pesca: insomma esercitare la pescaturismo e l’ittiturismo sono nello spirito di una legge nazionale e regionale!
Ma mentre l’On. Scaltritti esalta le due attività, a Grottammare la stessa corrente politica, unita a quelle della minoranza, le vuole annientare!
Vorrei precisare che sono stato tra i primi in Italia nell’applicazione di questa legge nel 1995 con la mia imbarcazione “Coca Cola? e da allora non ho mai smesso di farlo. Ma i pionieri non hanno vita facile!
Quando ho proposto all’amministrazione comunale di Grottammare di tener conto di queste iniziative riguardanti la piccola pesca, questa decise che poteva essere una buona idea (condivisa in Consiglio Comunale anche dalla minoranza) e avviò un percorso per individuare un’area demaniale. Poi fu fatto un regolare bando di fara per la sua assegnazione, ma purtroppo solo io partecipai (l’investimento era forse troppo esoso per uno spazio così ridotto!). Da allora ovviamente il caso è diventato politico perché mia moglie, che non si è mai intromessa in questa questione, è il vicesindaco di Grottammare.
Così sono cominciati gli esposti ai quali gli uffici comunali hanno fatto seguito con degli accertamenti che interpretavano in maniera molto restrittiva la normativa vigente.
La conferma che io stavo e sto operando nella legalità e correttezza è venuta da una nuova legge che precisa l’equiparazione della pescaturismo e dell’ittiturismo (Atto del Senato n.3438 in pubblicazione – relativo ad una legge approvata lo scorso 8 febbraio, articolo 12). Questo è bastato a fugare ogni dubbio e nei giorni scorsi gli uffici mi hanno confermato la volontà di recedere dalla loro posizione in considerazione della nuova normativa.
Cioè: tanto chiasso per nulla!
Lo spirito della legge era ed è quello di aiutare chi esercita la piccola pesca; sono confortato dal fatto che chi si avvicina alla mia attività rimane affascinato dalla proposta e comprende facilmente che tutto il polverone che gli si sta creando intorno è legato esclusivamente a motivi politici e a una campagna elettorale basta sulla denigrazione della componente politica di cui fa parte mia moglie che peraltro ha sempre operato nell’onestà con grande spirito di servizio.
Mi dispiace aver arrecato tutto questo disturbo, ma ero certo di essere nel giusto così come sono certo che l’opinione pubblica capirà che non sono stato favorito da nessuno (altrimenti perché mi avrebbero sottoposto a tanti accertamenti?).
*titolare ittiturismo “Fish”

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 463 volte, 1 oggi)