GROTTAMMARE – C’era da aspettarselo: i lavori che stanno riguardando Piazza San Pio V, con l’eliminazione di quattro storici pini (che verranno comunque sostituiti da altre piante), alza il tono della polemica. Oltre all’intervento dei consiglieri di minoranza, si registra anche una nota di Umberto Scartozzi, presidente dell’associazione albergatori grottammaresi, che comunque, in questo caso, interviene soprattutto come singolo cittadino.
«Sono anche io un cittadino di Grottammare addolorato nel vedere il taglio dei pini sulla piazza San Pio (assurdo anche per le motivazioni accampate dall’amministrazione) che hanno almeno 50 anni – inizia Scartozzi – e che facevano da cornice stupenda alla statua di Sisto V con un contrasto studiato a suo tempo da chi lo realizzò (lo scultore Aldo Sergiacomi di Offida) su commissione di mio padre Diego Scartozzi che, da mecenate, donò alla città la statua ed il basamento con gli stupendi bassorilievi in pietra che illustrano la storia della vita e pontificato di Sisto V».
Scartozzi prosegue scrivendo che «mai avrei potuto pensare che l’attuale Amministrazione arrivasse a tanto, senza minimo rispetto alla memoria storica, al verde, e a quanti negli anni passati hanno dato il proprio contributo per amore e passione alla propria città per renderla più bella e importante. Questa opera che vuole essere si dice di riqualificazione, così come sta iniziando, è un vero e proprio schiaffo ai cittadini di Grottammare e alle persone che hanno voluto bene a Grottammare».
L’imprenditore grottammarese poi se la prende anche con i suoi concittadini: «La cosa che più lascia di stucco è vedere come gli stessi cittadini di Grottammare assistano inermi allo scempio che si sta facendo, che offende l’intelligenza e la sensibilità dei grottammaresi che hanno a cuore il proprio paese: non esiste alcuna motivazione, alcuna ragione tecnica che possano giustificare sia il taglio dei pini sia la rimozione della statua e del basamento».
Scartozzi poi afferma che la piantumazione di nuovi alberi non è che «una bella scusa»; accenna anche ai possibili «danni che si potranno arrecare alla struttura del basamento e ai bassorilievi».
«Non vi è più alcuni rispetto della memoria storica del nostro paese – conclude Scartozzi, che quindi lancia un «appello alla sensibilità dei cittadini di Grottammare affinché si rendano conto di quanto sta accadendo».

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