Samb. Samb-Ravenna, una gara iniziata al 92°, proprio così. Fino a quel momento infatti non era successo nulla: la curva sud aveva incitato fino all’ultimo respiro come sempre, l’arbitraggio era stato buono, le due squadre avevano fatto pena. Più il Ravenna che la Samb, a dir la verità. Improvvisamente, come un segno del destino, un gol valido annullato ha scatenato il putiferio, in campo prima e dopo fuori. Mi sorge un dubbio: se l’arbitro non avesse annullato il gol di Docente, tutto sarebbe stato diverso? E cioè i tifosi sarebbero comunque arrivati alle mani con Soldini? In effetti, se i motivi sono extra calcistici, la risposta dovrebbe essere affermativa. Qualcuno ha osato dire: meglio così, i nodi prima vengono al pettine, meglio è. Il concetto non è così peregrino a sentire le voci che circolano da qualche giorno in città. La storia è sempre la stessa, riguarda gli emolumenti ai giocatori che non sarebbero ancora arrivati.
Poco convincente anche la risposta di Alberto Soldini secondo il quale i giocatori hanno compiuto un atto di irreponsabilità… cercando di riscuotere assegni firmati dall’ex presidente Umberto Mastellarini. Insomma un caos dal quale sarà duro venirne fuori.
Ieri nella imprevista conferenza stampa post partita, Soldini ha parlato di tutto meno che di problemi economici. A precisa domanda ha risposto che i giocatori devono prima pensare a giocare e principalmente a vincere. E’ probabilmente la stessa cosa che avrebbe voluto far ripetere dai tifosi ai giocatori che il presidente avrebbe voluto mettere a confronto a centro campo verso le 17.30, cioè un’ora dopo la fine della gara. A quale scopo non si è capito bene. Si è invece capito benissimo che i tifosi non la pensano assolutamente come il presidente e probabilmente vorrebbero che i giocatori non avessero alibi che potessero giustificare uno scarso impegno e quindi la mancata vittoria che non arriva da ben 14 gare. Dico la mia: il mancato pagamento dei giocatori mal si concilia con le prime dichiarazioni di Soldini: “Vi porto in serie A?.
Il malcontento dei giocatori e dei tifosi, i risultati che non arrivano, le formule di acquisto (quasi tutti i nuovi sono in prestito) fanno pensare a ben altro. Speriamo di no.

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