SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come salvare la Samb? Molte cose non dipendono dalla volontà nostra o di chi ci leggerà: il presidente è Alberto Soldini e lui ha il potere (e la possibilità?) di decidere, nel bene e nel male.
Certo è che dopo quello che è avvenuto ieri, in campo e fuori, abbiamo abbandonato lo stadio con una pessima sensazione: «Questo è solo l’inizio», pensavamo. La retrocessione non è più soltanto un pericolo, e occorre prepararsi fin da ora agli spareggi play-out. Ma noi sambenedettesi abbiamo la forma mentis per lottare per la salvezza, non nell’Eldorado della Serie B ma nel fango della C1?
Tanti e gravi sono stati gli errori commessi dagli uomini della Samb, negli ultimi tempi e a partire dal gol annullato a Docente. Così tanti, e passati così inosservati da parte di chi dovrebbe biasimarli, che ci sono letteralmente cascate le braccia. Ma il timore maggior che si sta sviluppando tra gli sportivi sambenedettesi è che a fronte di una possibile retrocessione sul campo, si possano aprire inquietanti scenari sul fronte societario.
La squadra è divisa e, molti giocatori, sembra non abbiano più un buon rapporto con Giannini. D’altra parte Soldini evita di rispondere direttamente alla nostra domanda, riguardante il mancato pagamento degli stipendi ai calciatori: «Un imprenditore paga quando vede risultati». Sbagliato. Un imprenditore investe e poi, forse, se ha visto bene, se è fortunato, vede premiato i suoi sforzi. Nessuno starebbe col fucile alzato dopo appena due mesi di presidenza. Ma un imprenditore che ha promesso subito la A al suo arrivo non può poi smutandarsi così. Anche se, sembra, per la fine del mese è previsto il pagamento di alcuni stipendi arretrati.
Ci fermiamo, per ora, qui. Perché avremo facilmente la possibilità di tirare fuori tante di quelle sciocchezze da riempire pagine e pagine.
Adesso però ci preme pensare ad altro, più che alla nostra sete di verità. Ma chi la salva questa Samb? In campo ci vanno i calciatori e da loro occorre pretendere il massimo impegno, da qui alla fine, per non disonorare la maglia rossoblu. Alberto Soldini dovrebbe fare un corso accelerato di gestione di una società di calcio, e ci presteremmo umilmente, magari, a fornire qualche suggerimento di come comportarsi in questa città.
L’ideale sarebbe di riuscire ad aprire una parentesi da qui fino alla fine del campionato e traghettare tutti insieme la Samb ad un altro, si spera più tranquillo, campionato di C1. Ma come arrivare fino a giugno? Uniti, certo non nel silenzio acritico, ma neanche nella contestazione a priori. Sparare a zero contro tecnico, presidente e giocatori (quanto sarebbe facile e, in questo momento, opportuno!), rischia di trasformarci in tanti Tafazzi, che, pur di far qualcosa, se ne danno sui santissimi.
Da parte nostra proveremo ad essere inflessibili sugli errori. Cercando di farne evitare in futuro.
Povera Samb!
RITIRO. A tutt’ora (ore 20) non è stata presa alcuna decisione riguardante l’eventuale ritiro della squadra. L’appuntamento per calciatori e tecnici è per domani pomeriggio allo stadio ?Riviera delle Palme?

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 880 volte, 1 oggi)